venerdì 25 gennaio 2013

Scrittore: definiamolo!


Prendo spunto dai commenti al post di OBBroBBrio e cerco di dare una definizione di scrittore.
Scrittore è chiunque crei un lavoro scritto, senza distinzione tra scrittore professionista e scrittore dilettante. Personalmente credo che per essere definirsi tale, una persona debba comunque aver prodotto un certo numero di “opere”(racconti, romanzi, poesie, articoli, ecc.), anche se non pubblicate e debba dedicarsi a questa attività con una certa costanza.
Quello che distingue il professionista dal dilettante è che la scrittura per il primo rappresenta l’attività principale e gli permette di guadagnarsi da vivere con quello che produce; per il secondo, invece, la scrittura rappresenta un hobby e per mantenersi deve per forza fare un altro lavoro (a meno che non sia così ricco da non aver proprio bisogno di lavorare).
Il fatto di essere uno scrittore professionista non è sinonimo di essere un bravo scrittore; in giro è pieno di scrittori che pubblicano e vendono parecchio, i cui testi però sono piuttosto mediocri. Capita, al contrario, che esistano dilettanti che scrivono davvero bene, ma che per sfortuna o per altro, non abbiano ancora avuto la possibilità di essere notati o, peggio, pubblicati.

giovedì 24 gennaio 2013

ISPIRAZIONI di Gino Del Fabbro e Tomaso Pelliciari

Ma quali sino le regole per scrivere poesia?
Sarà che a scuola non mi piaceva molto analizzare poesie, ma mi sembra che oggi giorno qualsiasi mini-pensiero o piccola emozione scritta su carta venga spacciata per poesia, basta andare a campo a metà frase.
Ho tra le mani questo libricino e ammiro le foto di Gino Del Fabbro che è davvero bravo, poi leggo le “poesie” e mi dico che sono più didascalie che non poesie: le avrei apprezzate di più se l’autore avesse avuto l’onestà di chiamarle “pensierini”. Anche perché, diciamolo, tutti quei puntini di sospensione sanno proprio di pensieri non conclusi.

sabato 19 gennaio 2013

4 parole per definire la mia scrittura


Raccolgo ancora una volta la sfida di Daniele Imperi (da questo post), elencando qui di seguito le quattro parole che definiscono la mia scrittura.

SORPRESA: nelle mie storie cerco sempre di mettere un elemento di sorpresa, di solito il finale, quel quid che deve lasciare il lettore a bocca aperta, che lo faccia dire “proprio non me lo aspettavo”.

REALISMO: cerco di raccontare avvenimenti realistici, cose che potrebbero anche accadere nella realtà; il lettore non deve essere a disagio nel leggere situazioni surreali. Per fare ciò per lo più cerco ispirazione nella quotidianità, nel mio vissuto e, forse, anche nelle mie letture, perché come dice Daniele noi siamo anche quello che leggiamo.

PULIZIA: nel senso di italiano corretto e linguaggio pulito. L’italiano deve essere senza errori e la punteggiatura usata come si deve; non c’è niente che odio di più quando leggo un testo grammaticalmente errato o con la punteggiatura usata a casaccio. Nei miei testi troverete anche un linguaccia pulito: non sono né bigotta né una santa (e chi mi conosce di persona lo sa), ma non mi piace scrivere parolacce solo perché ora va di moda; ammetto un certo tipo di linguaggio solo se lo richiede il personaggio, ma sempre centellinando e mai abusando.

SINTESI: e qui son dolori! Credo che un testo non debba annoiare e debba scorrere veloce. Purtroppo mi capita spesso di essere così sintetica da rovinare il testo e diventare “stitica” (come sono stata definita una volta). Questo è un punto su cui sto lavorando e vi garantisco che è faticoso modificare un proprio modo di fare.

E-book Raccolta racconti 2012 - AGGIORNAMENTO

Avviso importante!

Mi sono accorta che il mio e-book "RACCONTI - Raccolta 2012" purtroppo non era scaricabile. 
Ho risolto il problema, quindi chiunque ancora interessato ora potrà scaricarlo e leggerlo tranquillamente dove vorrà.

Scusatemi per il disguido e vi prometto che non succederà più.

Come al solito attendo di sapere cosa ne pensate.

Buona lettura.

giovedì 10 gennaio 2013

Io, scrittrice

Raccolgo la sfida di Daniele Imperi (vedi il post: Tu, scrittore) e vi spiego qui di seguito chi è e com'è la scrittrice che ho dentro.
Scrittori si nasce? Si e no. Per quanto mi riguarda ho sempre voluto scrivere, sin da piccolissima, ancora quando non sapevo farlo, riempivo pagine e pagine di segni. Nella mia immaginazione mi sono sempre vista con una penna in mano. Da qui a definirmi scrittrice ne è passata di acqua sotto i ponti. Uno è idraulico solo perché gli piacerebbe esserlo? No di certo. Prima studia, poi apre la sua partita IVA e solo allora può definirsi tale, anche se magari non ha ancora installato un rubinetto. Per lo scrittore la questione è un po’ più complessa: non ci sono scuole riconosciute e non c’è nessuna partita IVA o albo professionale a cui iscriversi. Però credo che chiunque, per definirsi tale, deve avere all’attivo un bel po’ di materiale. Ho sentito spesso dire “sono un aspirante scrittore” e poi se gli chiedi di mostrarti qualcosa, non hanno niente. Non parlo di pubblicazioni vere e proprie, ma uno scrittore dovrà aver scritto almeno un paio di racconti per definirsi tale, o no? Deve avere questo impulso irrefrenabile per esserlo. Io ce l’ho. Ne sento il bisogno fisico ed intellettuale.
E ora, richiamando il post di Daniele Imperi, elenco qui di seguito le mie personali caratteristiche di scrittrice:
- Leggo più degli altri
- Sono una pensatrice
- Rifletto su tutto
- Sono piuttosto curiosa (anche se la mia timidezza mi blocca molto in questo senso)
- Mi pongo sempre domande
- Non mi accontento, soprattutto di quello che scrivo
- Sono diversa dagli altri
- Mai ucciso nessuno dei miei nemici, neanche nella mia fantasia, figuriamoci nei miei racconti.
- Scrivere mi rilassa e mi soddisfa, però non mi sento affatto superiore.
-  Scrivere mi fa viaggiare, ma viaggio anche per scrivere.
-  Fortunatamente non h problemi di solitudine, anzi, credo di evadere dalla realtà e da chi mi circonda, almeno nell’atto fisico della scrittura.
-  SCRIVERE È QUALCOSA CHE DEVO FARE!
  
Emergere: ho sempre cercato il giudizio degli altri, non per trovare conferme e aumentare la mia autostima, ma per trovare una critica a quello che scrivo e per mettermi in discussione, per crescere e migliorarmi. Ho aperto il mio blog proprio per questo.
E sì, voglio pubblicare, voglio diventare famosa, perché mi piacerebbe vivere di scrittura e farlo diventare la mia unica professione.

E ora lascio in sospeso le seguenti domande, che copio e incollo direttamente dal post di Daniele, per riprenderle nel corso dell’anno, per riflettere con calma e come pro-memoria personale, come slogan per il mio anno 2013 da scrittrice:
- Che cosa stai facendo per la tua scrittura?
- Che cosa stai facendo per essere scrittore?
- Chi sa che scrivi?
- Dove scrivi?
- Quanto scrivi?
- Quante storie hai concluso lo scorso 2012?
- Quante hai in mente di scriverne quest’anno?
- Hai iniziato a scriverne qualcuna? O stai ancora tergiversando?
- È in ordine il tuo blog?
- Hai mai spedito una tua opera a un editore?
- Hai mai vinto un concorso letterario?
- Qualcuno ha mai letto le tue storie?

martedì 8 gennaio 2013

FIABE E LEGGENDE DELLA CARNIA di Raffaella Cargnelutti


È stato l’ultimo acquistato in assoluto del 2012 e non ci poteva essere niente di meglio per iniziare bene il nuovo anno.
In questo volume sono raccolte tutte le leggende che circolano sulla Carnia. Le vicende sono narrate in modo semplice ma non banale, così da creare un volume adatto alla lettura per i bambini, ma piacevole anche per gli adulti.
Un voto in più perché da qualche tempo sentivo proprio la necessità di conoscere questi miti, ma con un padre con i piedi ben piantati in terra, che si tiene lontano da  tutto ciò che non è concreto e pratico, una madre straniera e i nonni ormai deceduto da parecchio tempo, queste storie mi erano precluse. Ho potuto quindi arricchire le mie lacune e posso leggere e raccontare queste vicende alle mie bambine.
Non sarebbe male se queste leggende varcassero i confini della Carnia per diffondersi ed essere apprezzate anche oltre.

domenica 6 gennaio 2013

REGALINO!


Vi regalo la raccolta dei miei racconti scritti e già pubblicati su questo blog più un inedito e mezzo. Mezzo inedito, perché il racconto “È difficile dire addio” lo è solo in questo spazio: è già stato pubblicato su Facebook nel gruppo creato da Laura Costantini ideatrice del concorso “Cronache dalla fine del mondo” a cui ho partecipato con questo mio piccolo esperimento.
Per chiunque voglia scaricarlo, basta cliccare su questo link.
Buona lettura e fatemi sapere cosa ne pensate!

mercoledì 26 dicembre 2012

Giù dal ponte

I due uomini, dandosi di gomito, si girarono a guardare la ragazza che con difficoltà scendeva lungo il dirupo, annaspando sui tacchi. La giovane, terminata la discesa e ripresa stabilità sulle gambe, impassibile si avvicinò ai due e chiese: «Scusate, sapete dirmi dove posso trovare Luigi?»
«Rita!» Urlò un giovane con il giubbotto rifrangente color arancio. «Sono qui!»
Con un sorriso Rita si allontanò dai due uomini, che non avevano fatto in tempo a rispondere. Sinuosa si avvicinò spensierata a Luigi.
«È terribile come mi avevi detto?»
«Peggio...» Il ragazzo sembrava sconvolto. Si coprì il volto con entrambe le mani, in un gesto disperato.
«Mmm... Non sembra chissà ché! Lo sai che ho bisogno di una vera notizia, altrimenti non riuscirò mai a farmi assumere dal giornale!»
«Vieni con me e vedrai.» La ragazza esitò un attimo. Guardava il ponte sopra di sé. Il suo sguardo indagatore si soffermò sul guard-raill intatto.
«Mi hai parlato di un incidente... ma a parte tutti questi mezzi di soccorso non ce n’è traccia!» Rita stese il braccio e lo fece roteare in direzione dei lampeggianti che rischiaravano la notte.
«È meglio che tu veda con i tuoi occhi... È caduto dal ponte... più o meno.»
Rita estrasse dal giubbotto attillato un piccolo block-notes e una matita, posò gli occhi sul suo amico e solo allora si rese conto di quanto fosse pallido. Se non fosse stato per tutto quel trambusto, probabilmente avrebbe pensato ad una burla. In quel momento passò accanto a loro una barella trasportata da due infermieri del 118. Rita cercò di avvicinarsi, ma prontamente un agente la bloccò, mettendosi davanti come un paravento. Poté vedere solo un corpo esanime, coperto completamente da un lenzuolo bianco.
«Ma è...?» Non completò la domanda; Luigi annuì lievemente, il volto tirato.
«Allora, spiegami la dinamica dell’incidente.»
Luigi la prese per un braccio e la tirò verso il ponte. La giovane lo seguì con cautela. Non aveva l’abbigliamento più adatto per quel luogo. D’ora in avanti avrebbe tenuto un paio di scarpe più comode in macchina: le notizie arrivano quando meno te le aspetti, anche alla Vigilia di Natale.
«Il mezzo è volato giù dal ponte.» Disse Luigi e poi, con un filo di voce, aggiunse: «Letteralmente!»
«C’è un altro mezzo coinvolto?» Chiese con tono professionale la giovane giornalista.
«No.»
«Testimoni?»
«Nemmeno.»
«Ipotesi?»
«Forse un malore...»
«Bha! Mi ripeterò, ma non vedo questa gran notizia!» Puntualizzò Rita in tono accusatorio. L’amico non rispose e si fermò. Rita, instabile sui tacchi, fu felice di quella sosta: ora poteva soffermarsi a guardare i dettagli.
Alzò lo sguardo da terra e poté finalmente vedere il mezzo schiantato. Davanti a lei c’erano tavole di legno color verde ammassate in un grumo. Era una carrozza di legno. E davanti alla carrozza sfracellata c’erano i cavalli morti. No, non erano cavalli, notò Rita: «Ma quella...» stridette, «non può essere...»
«... la slitta di Babbo Natale!» Concluse la frase Luigi.

martedì 18 dicembre 2012

I personaggi, questi conosciuti


Una cosa molto importante da fare prima di iniziare a scrivere un racconto o un romanzo è quella di dare carattere e spessore ai vostri personaggi. Senza di essi, infatti, non c’è storia. Possono essercene uno, due o molteplici; ciò dipende dalla complessità della trama e dalla lunghezza della vicenda narrata.
Provate ora ad immaginare il vostro personaggio: visualizzatelo mentalmente. E ora provate a descrivere su carta quello che avete in mente. Non solo la parte fisica, ma anche il suo carattere, i suoi tic, le sue manie, il suo modo di parlare, ecc. Poi immaginate quale lavoro svolge, con che intensità lo fa, come interagisce con gli altri personaggi della storia. Anche in questo caso provate a metterlo su carta. Vi accorgere che non è così semplice. Però questo lavoro è fondamentale, perché ogni personaggio è differente uno dall’altro e se non lo avete chiaro voi, figuriamoci il lettore. Personalizzare minuziosamente i personaggi è fondamentale per rendere la storia più vera, ma anche più leggibile, meno noiosa. I personaggi sono il fulcro della storia. Più dettagli riuscite a vedere e a descrivere, maggior profondità avrà quel personaggio e più interessante sarà la storia, perché anche ogni singolo dettaglio può essere fondamentale per capire chi è, come mai si comporta così e perché si comporta in quel modo con gli altri personaggi.