Visualizzazione post con etichetta Pubblicare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pubblicare. Mostra tutti i post

domenica 27 marzo 2022

Come pubblicare gratuitamente su Amazon Kindle Direct Publishing (KDP)

Questo articolo nasce dalla richiesta di una lettrice di questo blog, che mi ha chiesto di illustrare, avendolo già fatto per due dei miei romanzi brevi, le modalità di pubblicazione sulla piattaforma KDP di Amazon.

Ci tengo a sottolineare che non sono affatto un’esperta, e quanto vi apprestate a leggere è frutto della mia personale esperienza.

La pagina di accesso la trovate al seguente link: https://kdp.amazon.com/it_IT/, dove dovrete registrarvi e fornire una serie di indicazione necessarie per usufruire del servizio, comprese coordinate bancarie, che permetteranno ad Amazon di accreditarvi le royalties.


Una volta completata la registrazione, cliccate sul link Libreria posto in alto e poi selezionate il tipo di libro che volete pubblicare:

Quindi inserite negli appositi campi la lingua, il titolo del libro, l’eventualmente sottotitolo, la serie o collana se presenti, il numero edizione se non si tratta della prima edizione e l’autore, la descrizione del libro nell’apposito campo di testo, specificate i diritti di pubblicazione dell’opera mettendo il segno di spunta sull’opzione possiedo i diritti di copyright e i diritti di pubblicazione necessari o questa è un’opera di dominio pubblico, infine inserite le parole chiave che descrivano il contenuto della pubblicazione nel campo le tue parole chiave.

La scelta della categoria è facilitata da un apposito menù a tendina, che permette la scelta fino a due categorie.

Infine, specificate se il libro è rivolto o meno a un pubblico di soli adulti (per i cartacei) o le fasce di età e livello scolastico (per l’e-book).

A questo punto premete il pulsante salva e continua e si aprirà un nuovo modulo.

Se per l’e-book il codice ISBN è facoltativo, per il libro cartaceo cartaceo è obbligatorio. Se lo possedete, inseritelo, altrimenti KDP ve ne offre uno gratuito. In questo caso però potrete fruirne solo sulla piattaforma KDP di Amazon, precludendovi la pubblicazione del vostro libro su altre piattaforme:


A questo punto, per il cartaceo, vi verranno chieste alcune informazioni in merito alle vostre preferenze fisiche del libro, quali dimensione finale del libro, tipo di copertina, colore della carta.

Se i passaggi finora sono stati semplici, immediati e intuitivi, un po’ più di problemi lo potranno creare il caricamento del testo e della copertina. Soprattutto per quest’ultima, essendoci margini grafici e risoluzioni non così semplici da capire per i non addetti ai lavori. Bisogna pertanto armarsi di pazienza e provare (altrimenti rivolgersi a un professionista).

Il lavoro è sempre salvabile e può essere comodamente ripreso anche in seguito. Pertanto, ci si può prendere tutto il tempo necessario per ottenere un buon risultato prima di pubblicare il libro. Sarà comunque sempre possibile modificare i parametri anche dopo la pubblicazione, ma personalmente consiglio di pubblicare solo quando si è perfettamente convinti e soddisfatti del prodotto finale, altrimenti si rischia di perdere lettori e credibilità.

A ogni modo una volta caricati il testo e la copertina ci sono le anteprime per valutare il lavoro fatto e correre ai ripari se non si è soddisfatti, riformattando il testo, aggiustando i paragrafi, sistemando la grafica. Per il cartaceo poi, c’è la possibilità di richiedere una prova di stampa. Il servizio è a pagamento, ma il costo è esiguo e ritengo siano soldi ben spesi perché solo con il volume in mano ci si rende conto dell’effettivo risultato delle nostre scelte (banalmente la copertina lucida o opaca fanno una gran differenza nel libro cartaceo). La copia così acquistata presenta una striscia sulla copertina che lo rende inutilizzabile per altri usi. Esistono però le copie autore, a un prezzo inferiore a quello di copertina.


Spero che queste mie brevi indicazioni possono esservi utili!

Fatemi sapere come vi siete trovati e quali sono state le difficoltà maggiori che avete riscontrato.


domenica 28 gennaio 2018

Perché ho scelto il self

A breve uscirà il mio terzo romanzo dal titolo L’uomo che misurava il tempo. Per lui ho scelto la strada del selfpublishing, e vi garantisco che non è stata una scelta facile, né come decisione da prendere, né come via di pubblicazione.
Per molti infatti il self è una scorciatoia per quegli autori che non hanno trovato un editore. Ovviamente non posso parlare per gli altri né per la massa in generale. Nel mio caso non è stato questo a spingermi a pubblicare in self. Ho già pubblicato con un editore e… sì, è stato proprio questo a spingermi al self. Non ho molto da lamentarmi del mio precedente editore, i termini contrattuali sono stati rispettati e ho avuto come interlocutore una brava persona, aperta al dialogo e disponibile. Ma era un piccolo editore e con tutta la buona volontà i suoi innumerevoli sforzi in termini di promozione, nel mio caso, non hanno portato molto lontano. L’editore mi ha reso partecipe dei suoi sforzi: ha partecipato a fiere, più o meno importanti, con i suoi costi (sia monetari, sia in termini di energie); ha inviato newsletter alle librerie, senza aver mai ricevuto un cenno di lettura; ha inviato copie omaggio alle Amministrazioni comunali dove è ambientata la vicenda, senza ottenere nemmeno in cambio un “grazie, lo metteremo nella biblioteca a disposizione degli utenti”, figuriamoci ottenere la possibilità di presentare il libro; ha scritto ai quotidiani locali chiedendo l’abbinamento del volume in occasione del 40° anniversario del terremoto in Friuli, senza ricevere alcun cenno di risposta. Inoltre un piccolo editore ha grosse difficoltà di distribuzione e il mio libro non era fisicamente presente nelle librerie. Molte persone mi chiedevano dove potevano trovare il libro e storcevano il naso quando dicevo di prenderlo on line (sito dell’editore o store), preferendo acquistarlo subito rivolgendosi a me.
Il novantanove per cento delle vendite e tutte le (poche) presentazioni fatte le ho ottenute con sforzo personale, promuovendomi da sola sui social e conoscendo e contattando direttamente le persone. I libri sono arrivati in qualche libreria perché sono andata con le mie copie e le ho lasciate lì in conto vendita.
Tanto sforzo per prendere davvero due spiccioli di diritto d’autore. La domanda è sorta praticamente spontanea: perché devo sforzarmi tanto, perdere tempo ed energie per far guadagnare qualcun altro? Perché non ottenere il massimo da questo mio sforzo?
Ecco la decisione.
E vi garantisco non è una scelta facile. Ti assalgono mille dubbi, hai paura di comprometterti, di sbagliare. Non sai bene come muoverti: formati, copertine, revisioni, ecc.
Sono mesi che studio e mi informo. Per fortuna ho conosciuto persone disponibili che mi hanno dato ottimi consigli.
Per prima cosa ho provato sperimentando il self rieditando un testo già pubblicato e fuori catalogo (Il valore di un libro,ndr.), un testo già corretto e per il quale avevo già avuto dei feedbach positivi. Ho guadagnato più vendendo dieci copie di questa riedizione self (i miei lettori affezionati lo avevano già acquistato) che non con duecento con un editore.
Ma un romanzo nuovo nuovo è tutta un'altra cosa. Non hai certezze, né una base da cui prendere spunto.
Per il nuovo romanzo ho pagato un editor professionista per avere un prodotto di qualità.
Per la copertina, invece, ho fatto da sola. Ho visto e studiato le cover di professionisti che si fanno pagare profumatamente, realizzate con foto acquisite gratuitamente on line e ritoccate si e no con un paio di filtri, corredate dal giusto font per titolo e nome dell’autore. Ho quindi scelto, in questo caso, la via del risparmio, perché in fondo smanettando un po’ mi sembra di aver raggiunto un risultato soddisfacente. Uso il condizionale, perché a me piace e anche agli amici a cui l’ho mostrato, ma ovviamente saranno i lettori finali a decidere (sperando di non farli scappare, ma di attirarli verso il libro).
Ho fatto bene a scegliere il self? Lo saprò solo tra qualche mese, quando potrò vedere l’andamento delle vendite e avrò sentito le reazioni dei miei lettori.
Intanto incrocio le dita, perché davvero con questo progetto mi sto mettendo in gioco. E parecchio.

mercoledì 21 giugno 2017

La prima esperienza con il self


Alcune persone si sono dimostrate interessate al mio primo libro, Il valore di un libroormai fuori catalogo da un paio di anni. Appurato di non avere più legami contrattuali con la casa editrice ho pensato di rieditarlo.
Le strade possibili erano due: cercare un nuovo editore interessato o provare con l’auto-pubblicazione.
Premetto che non mi sento pronta per diventare un’autrice indipendente. Prima di tutto perché la pubblicazione richiede tempo e competenze tali, che andrebbero a discapito della scrittura (come ad esempio preparazione della copertina, l’impaginazione, l’inserimento sull’apposita piattaforma). E forse anche per un po’ di paura. Mettersi in gioco da soli non è facile: ogni scelta e ogni fallimento grava sulle proprie spalle. Ho scritto “fallimento”, perché quando si inizia un progetto (e non mi riferisco solo alla pubblicazione di un libro) bisogna tener conto anche che la cosa potrebbe non decollare e non avere il successo sperato.
Eppure l’idea di sperimentare il self, di provare a fare una cosa tutta da sola, di imparare cose nuove, di avere il controllo totale del mio libro, mi affascina da un po’ di tempo (e forse anche per la promessa di maggiori guadagni, perché diciamocelo: l’editore si tiene una bella fetta e a te riserva una percentuale di diritto d’autore davvero ridicola).
Ho così pensato di provare a rieditare il mio primo libro, che rappresenta di per sé un paracadute di emergenza. È un libro che ha già avuto il suo editing e ha già dato i suoi frutti, per cui non ho grandi aspettative di vendita. Ho pensato così di provare, per soddisfare la mia curiosità e sperimentare questa forma di edizione.
Devo dirlo: è stata una gran fatica.
Dopo aver letto diversi articoli in merito, scritti da colleghi che pubblicano in self da anni, e acquisito quindi alcune nozioni di base, mi sono affidata alla piattaforma Amazon, che mette a disposizione un programma on line per aiutare la fase di preparazione sia del libro cartaceo sia della versione e-book. La difficoltà più grande l’ho riscontrata con la scelta dell’immagine. Considerata la scarsa potenzialità di vendita del libro (perché, ripeto, molti dei miei lettori lo hanno già acquistato nella prima edizione), ho preferito risparmiare e non affidarmi a un grafico. Non sono brava a fare fotografie, per cui ho dovuto optare per le fotografie a uso gratuito messe a disposizione sul web. Ho sprecato molto tempo a cercare quella giusta: prima si è trattato di individuare quelle adatte alla trama del libro, poi di eliminare quelle già utilizzate in blog e libri (cioè quelle che mi era già capitato di vedere in giro e ovviamente le più belle) ed infine provare a inserirla nel programma e vedere se stava bene nel formato e con le scritte ed infine sperare che la copertina superasse il test qualitativo messo a disposizione dall’applicativo.
L’impaginazione, invece, è stata piuttosto semplice. Mi è bastato smanettare un po’ con il word, impostando la dimensione della pagina come la dimensione del libro, rivedere i margini e la grandezza del carattere.
Ho così soddisfatto la mia curiosità, ma non mi sono ancora del tutto convinta a passare definitivamente al self. Per il terzo romanzo sto cercando un editore. Nonostante i limiti che ho riscontrato con le passate esperienze, non mi sento pronta a ripetere questa esperienza con il romanzo (forse con una raccolta di racconti), perché mi mancano ancora molte competenze, come ad esempio la pubblicazione su altri store on line, e per avere un buon prodotto dovrei comunque affidarmi ad esperti (editing, grafica, ecc.) che hanno il loro costo.
I guadagni? Questo non so ancora dirvelo. La percentuale che mi spetta è migliore di quella che riuscirei a estorcere a qualsiasi editore, ma dipende dal numero di copie vendute e solo tra diversi mesi avrò questo dato.
Voi avete mai provato l’esperienza del self?
E voi lettori, leggete libri auto pubblicati o preferite ancora quelli editi dalle tradizionali case editrici?

mercoledì 22 luglio 2015

La giungla delle pubblicazioni – Facciamo il punto

Chattando su facebook con un conoscente, che mi chiedeva informazioni in merito ad una possibile pubblicazione delle proprie poesie, mi sono resa conto che esistono più modi per arrivare alla pubblicazione e che non è facile prendere una decisione in merito.

Ho deciso quindi, di fare un po’ il punto della situazione e analizzare brevemente le varie possibilità per chi vuole provare a pubblicare i propri scritti.

Tipografia
La tipografia offre semplicemente il servizio di stampa, senza leggere né valutare cosa viene scritto all’interno del libro. Non offre nulla di più: non valuta il testo, non offre un servizio di editing né di grafica. L’impaginazione e la scelta della copertina rimangono a carico dello scrittore, così pure la diffusione e la promozione del libro. Tale servizio ha un certo costo, che varia a seconda del prodotto finale, della carta usata, del formato, del numero di pagine, del numero di immagini. Si parla comunque di diverse centinai di euro. Il guadagno che lo scrittore può dipende da quante copie riuscirà a vendere da solo e dalla differenza tra il costo della stampa e il prezzo di copertina:più è alta la differenza, più è alto il guadagno potenziale (perché bisogna vendere tutte le copie). In realtà, però, più costa il libro e più è difficile venderlo.
La tipografia fornisce solo una stampa cartacea, non è prevista la realizzazione di e-book.

Self publishing
Si potrebbe definire una tipografia più evoluta. Per lo più si tratta di un servizio offerto on line. Per il self publishing vale tutto quanto detto in merito alla tipografia, con la differenza che il servizio costa di meno e che è possibile realizzare anche gli e-book.

Editore
L’editore valuta il testo e, se decide di pubblicarlo, lo edita, lo impagina, crea la copertina, lo distribuisce e ne cura la promozione. L’autore non sborsa un euro. Se si accontenta, si riposa sugli allori e aspetta i guadagni, che però, sono molto irrisori: si parla dell’otto, dieci per cento sul prezzo di copertina (al netto dell’IVA) dei libri venduti. Se non si accontenta del lavoro di diffusione dell’editore può acquistarsi delle copie a prezzo scontato da smerciare da solo e per autopromuoversi. Sì, perché scrivere non basta per vendere. Più è piccola la casa editrice e minore sarà l’impatto delle sue promozioni e della distribuzione. Ormai quasi tutte le case editrici prevedono la realizzazione anche dell’e-book.
L’unico neo è che la pubblicazione non è sempre garantita: bisogna tenere bene a mente che l’editore può rifiutarvi il manoscritto (o cestinarlo senza nemmeno degnarvi di una risposta) se non lo riterrà di qualità o se non conforme alla propria linea editoriale.

Editore a pagamento
Chi chiede un contributo, anche mascherato, per la pubblicazione del vostro testo rientra in questa categoria. Di fatto abusa del termine di “editore” , limitandosi a far da tramite tra voi e la tipografia (!). Lo scrittore si trova a sborsare centinaia di euro per un lavoro che, diciamolo, poteva fare da solo. L’editore a pagamento propone una veloce e sommaria revisione del testo e una copertina. Ma, tutelato comunque dal vostro contributo, non curerà in alcun modo le due cose. Le uniche copie vendute saranno quelle che lo scrittore venderà da solo, per cui il guadagno sarà la differenza tra quello che ha speso e quello che ha incassato. La differenza tra questa tipologia di pubblicazione e il self publishing è che un soggetto terzo guadagna sulle vostre spalle senza offrirvi concretamente un servizio, per di più vi lega con un contratto che vi toglierà i diritti della vostra opera e, nel caso riusciate ad avere successo, si beccherà una bella fetta sui diritti d’autore. Difficilmente è prevista la realizzazione dell’e-book.

Per sintetizzare:
Tipo di pubblicazione
Certezza di pubblicazione
Editing e grafica
Distribuzione e promozione
Costo per l’autore
Guadagno
E-book
Tipografia
SI
Assente
Assente
Totalmente a carico
Differenza tra quanto speso e quanto ricavato dalle vendite in proprio
NO
Self publishing
SI
Assente
Assente
Totalmente a carico
Differenza tra quanto speso e quanto ricavato dalle vendite
SI
Editore
NO
SI
SI
anche se si consiglia anche l’attività di autopromozione
Nessuno
8 – 10% prezzo di copertina dei libri venduti (al netto dell’IVA)
Si
Editore a pagamento
SI
Superficiale
Assente
SI
Spesso camuffato con altri nomi
Differenza tra quanto speso e quanto ricavato dalle vendite
NO


martedì 3 marzo 2015

Prima della pubblicazione

I giorni precedenti all'uscita del proprio libro sono molto probabilmente i giorni più entusiasmanti per uno scrittore. Dopo aver passato mesi (anni?) a scrivere la propria opera, cercato editori e sopportato delusioni e rifiuti ecco che finalmente un editore bussa alla porta. E lo scrittore è felice, molto felice, ma c'è pur sempre un qualcosa che lo frena: mi stanno proponendo un buon contratto? Posso ottenere di più? Ho troppa fretta? E se poi mi arrivasse una proposta migliore?
Ma poi, dopo due, tre giri di correzioni di bozze, quando ormai è tutto visto e valutato e l'editore gli propone il testo definitivo e l'immagine di copertina, così come sarà il suo libro in libreria, quello è davvero un momento magico. Lì per un po' lo scrittore vede realizzato il suo sogno e si rende conto che forse non ha scritto solo per sé.  E diciamolo, un po' gli luccicano gli occhi. È il suo momento! Perché è in quella fase in cui i dubbi sul contratto sono già passati e il libro non è ancora uscito per cui non c'è ancora del tutto la paura del dopo, dei giudizi negativi o vendite scarse.

domenica 29 giugno 2014

Un manoscritto da revisionare

Sono giunta alla vetta! Ho finalmente terminato il mio romanzo.
Il problema è che forse la fatica non è valsa il panorama. Ho riletto tutto d'un fiato quello che ho scritto, che poi non è così tanto se penso al tempo che ci ho messo (il file con gli scarti è più lungo!). Il risultato finale non è proprio come me lo aspettavo.
Il fatto è che per avere una maggiore chiarezza devo attendere qualche mese per rileggere il manoscritto ed iniziare la revisione. Ma se il lavoro mi delude già ora, cosa ne sarà tra qualche mese? Carta straccia?
Spero che la mia reazione sia solo dovuta alla tensione accumulata che sta scemando, come quando ti sottoponi ad un esame importante. Ti prepari per mesi e poi, subito alla fine del colloquio finale crolli e ti disperi perché sei andata malissimo. Poi ti riposi e ti rendi conto che non è andata per niente male e il giudizio degli esaminatori te lo conferma.
Ad ogni modo i prossimi passi saranno: uno, dimenticarsi di quanto scritto fin'ora, sgomberare la mente e iniziare a scrivere qualcosa di nuovo; due, consegnare due manoscritti a persone di fiducia, i quali hanno il compito di controllare fatti ed eventi (il romanzo parla di eventi realmente accaduti); tre, revisione finale e solo allora deciderò se potrò cercare un editore.

lunedì 2 giugno 2014

L'ultimo capitolo

Sono in dirittura d'arrivo. È da un paio di mesi che vedo il traguardo con su scritto "fine romanzo". Non è mancanza di ispirazione o di idee. Il finale ce l'ho, sin da quando ho iniziato a scrivere il romanzo. Forse è più la paura di finire qualcosa che mi ha accompagnato per tanto, tantissimo tempo, di lasciare andare la mia creatura. Un po' come avviene con i figli: si passano anni ad educarli e ad insegnare loro come cavarsela da soli, ma poi, quando arriva il momento in cui devono spiccare il volo, si fa di tutto per trattenerli.
Ecco. A me manca proprio il coraggio di mettermi seduta davanti alla pagina bianca e scrivere quell'ultimo capitolo, forse due.
Sì, perché terminare il romanzo vuol dire procedere con la fase successiva. Non tanto quella della revisione, che in fondo l'ho già iniziata, almeno per i primi capitoli, ma la ricerca di un editore. Significa mettere in piazza il mio lavoro e magari scoprire che ho lavorato molto per un prodotto mediocre che nessuno vuole. E, ammettiamolo, questa è una possibilità non tanto remota, ma tanto tanto dolorosa. Eppure un passo fondamentale per ogni scrittore.

sabato 21 settembre 2013

Scrittore esordiente: come promuoversi

Mettiamo che riusciamo a pubblicare il nostro romanzo. Come facciamo ad emergere, farci conoscere, insomma, a promuoverci?
Uno spunto ce lo dà Pennablu. Ma non sono del tutto d'accordo con Daniele Imperi.
Basta davvero aprire e curare un blog?
Sulle motivazioni che mi hanno spinto ad aprire il mio e del suo scarso successo ne ho già parlato nel post Un blog mai decollato. In seguito ho ideato un progetto che mi permettesse di rilanciarlo e mi aiutasse nel contempo ad allenarmi come scrittrice. Però non l'ho mai attuato, non per paura di mettermi in gioco, ma perché non sono del tutto convinta che ne valga la pena. Insomma, sono una scrittrice e scrivo: qualcosa la pubblico qui, altro (tanto) rimane nel cassetto.
Cosa se ne fa un potenziale lettore di un blog di scrittura?
Questo tipo di blog serve, forse, ai colleghi scrittori, ma il lettore medio non cerca di certo esperimenti letterari, discorsi sulla scrittura, ecc. Stesso discorso vale per i forum di scrittura (a cui, tra l'altro, partecipo più o meno assiduamente). Sono sempre ambienti di nicchia, frequentati da altri scrittori, ma non da lettori (sul fatto che chi scrive spesso non legge, si potrebbe aprire un intero capitolo).
E allora, come arrivare al lettore?
Non lo so, altrimenti ci sarei già riuscita, ma di certo non bisogna chiudersi in sé, ma osare proporsi. Bisogna far circolare il proprio nome. 
Come?
Ho provato liberando dei manoscritti. Di essi non ho più saputo nulla, ma chi li ha raccolti ha letto almeno il titolo, il mio nome e sfogliato le pagine. Spero anche che abbia letto i racconti e che gli siano piaciuti. In questo modo, questo casuale lettore avrà incontrato per fato o destino una giovane scrittrice e forse in un prossimo futuro si ricorderà di quel nome incontrando (speriamo!) una sua pubblicazione in libreria.
Ho anche provato regalando la mia fiaba Storia di un piccolo pezzo di filo ad amici e conoscenti con bambini piccoli. Non li ho costretti a leggere per forza la mia opera, come di solito facciamo noi scrittori emergenti, assillandoli per ottenere un giudizio, con tutti gli imbarazzi del caso. Semplicemente ho fatto una gentilezza, facendo un piccolo dono insolito a un bambino. Non ho chiesto nulla in cambio, mai un parere. E i genitori, se lo hanno ritenuto, lo hanno letto ai loro figli, senza alcun impegno. I commenti sono arrivati da soli e so che la storia è passata anche di mano. Ora queste persone sanno che scrivo e, chissà, magari un giorno incontrandomi anche in libreria acquisteranno il mio libro.
Insomma, d'ora in poi cercherò di lasciare piccole tracce del mio operato, con la speranza che il mio nome circoli e mi permetta di conquistare una certa notorietà.
Il blog? Non ho intenzione di chiuderlo, anche se non ha trovato ancora la sua strada. Non escludo neanche il progetto di cui parlavo in premessa, ma di certo la sua finalità non è, come detto, quella di promuovermi verso il lettore, al massimo mi servirà come palestra d'allenamento.

sabato 11 maggio 2013

Dove pubblicare i propri racconti


Ammettiamolo, scriviamo perché sentiamo la necessità di raccontare qualcosa e quindi per essere letti. E una volta scritto il proprio racconto la domanda sorge spontanea: come lo pubblico?
Ci sono diversi modi per pubblicare, analizziamoli uno per uno.
1-      Apriare un blog. Ritengo sia il modo più semplice. Chiunque può aprirne uno, a costo zero. Ci sono molte piattaforme che vi regalano uno spazio, proponendovi modelli predefiniti. Insomma, pochi minuti e potete postare tutto quello che volete e quanto volete. Il bello di questo modo di pubblicazione è che il contatto con il lettore è diretto, in quanto questi può commentare il vostro lavoro e, se affrontate le critiche con lo spirito giusto, potreste ricevere suggerimenti utili per la vostra scrittura.
Alcune piattaforme: Wordpress, Blogger.
2-      Partecipare a concorsi. Ci sono piccole case editrici che periodicamente lanciano concorsi la cui finalità è la realizzazione di una raccolta di racconti. Attenzione però al tema: non inviate il racconto che avete nel cassetto se questi non è attinente! Ovviamente non avete la garanzia della pubblicazione, ma in caso affermativo potreste avere la conferma del vostro valore come scrittori. L’importante è scegliere con cura i concorsi. Personalmente evito i concorsi a pagamento, non per “tirchiaggine”, ma per evitare gli specchietti per allodole e cadere nella trappola di sedicenti concorso la cui vera finalità è quella di fare cassa.
Alcune case editrici serie che lanciano questo tipo di concorsi:Sognatori 
3-      L’auto-pubblicazione. Questo sistema è un po’ più impegnativo, perché bisogna avere a disposizione una raccolta di racconti, uno solo non è sufficiente. In questa categoria ci sono sia gli e-book sia i libri in carta e copertina. Anche qui ci aiuta il web. Ci sono diversi siti che permettono di realizzare i propri volumetti, anche in pochi click. Infine, ci sono le tipografie tradizionali, ma queste sono molto costose e poi bisogna pensare da soli alla distribuzione della propria raccolta.
Dove trovare servizi di auto-pubblicazione: Lulu (libri tradizionali e e-books), Calameo (solo e-book)
4-      Riviste specialistiche. Ci sono ancora riviste specialistiche che pubblicano racconti di scrittori esordienti. In questo caso l’importante è seguire le regole imposte da ognuno: modalità di invio, formato, eventuale tagliando a dimostrazione dell’acquisto della rivista, modulo di richiesta, ecc. Poi bisogna armarsi di pazienza e attendere (spesso invano) di ricevere un cenno di conferma. Questo tipo di pubblicazione è il più ambito: in caso di pubblicazione cresce l’autostima dello scrittore e può essere sfoggiato nel proprio curriculum. In compenso, però, è un genere un po’ di nicchia e non raggiunge il grande pubblico.
Alcune riviste: Writer’s Magazine, Toilet.

Ovviamente i nomi di editori, siti web e riviste che ho citato qui sopra sono solo alcuni esempi delle possibilità offerte, questi sono dati dalla mia personalissima esperienza, quelli che ho incontrato e conosciuto in questi anni, ma sarei felicissima di implementare gli elenchi. Non vi rimane che inviarmi la vostra segnalazione e provvederò ad aggiornare il post.
Mi piacerebbe, inoltre, conoscere le vostre personali esperienze: avete tutto lo spazio che volete nei commenti qui sotto.