lunedì 2 febbraio 2026

Il Fischiosauro


Si narra che tanti anni fa, nelle notti primaverili di Timau, un piccolo paesino carnico vicino al confine austriaco, si udisse un fischio acuto e straziante provenire dall'erba alta dalla palude Leint nel borgo Casali Sega, che risuonava nell'aria fino a raggiungere le case. Il fischio durava dal tramonto all'alba, ogni notte di maggio e giugno.

Il fischio non apparteneva ad alcun animale noto. Alcuni testimoni giurarono di aver intravisto un animale simile a un rettile, dagli occhi ardenti come braci, con zampe palmate e munito addirittura di ali dotate di artigli, e dall'odore nauseante di zolfo, strisciare veloce nel fango e nascondersi nell'erba alta o sotto il pelo delle acque della palude.

Fu così che la creatura prese, nell'immaginario collettivo, le sembianze di un drago e venne chiamata FISCHIOSAURO.

La notizia cominciò a circolare, tanto da trovare spazio in un articolo del Corriere della sera del 25 luglio 1954.

Giunsero da ogni parte d'Italia frotte di curiosi, desiderosi di ascoltare in prima persona il fischio e, perchè no, avvistare la creatura.

Gli abitanti però ne avevano molta paura e provarono a eliminarla in tutti i modi. Litri di candeggina e soda furono versati nella palude con l'intento di avvelenare il Fischiosauro, finché non si udì più alcun fischio. Non furono però mai trovati i resti dell'animale. Né mai nessuno riuscì a fotografarlo, consegnandolo così per sempre al mitologia.

Le malelingue affermano che si trattasse semplicemente di una trovata pubblicitaria per attirare turisti.

Realtà o mito, storia vera o inventata, oggi è possibile ammirare una riproduzione in legno del Fischiosauro.


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