- Il gatto che voleva salvare i libri, Sosuke Natsukawa;
- La signora delle storie, Amy Witting;
- I gatti della scrittrice, Muriel Barbery e Maria Guitart;
- Le tre parti del cuore, Laura Costantini e Loredana Falcone;
- Tante care cose, Chiara Alessi;
- La lettera anonima, Andrea Camilleri;
- Luoghi letterari, Sarah Baxter;
- La biblioteca dei sussurri, Desy Icardi;
- Figlia della cenere, Ilaria Tuti;
- Il mare senza stelle, Erin Morgenstern;
- La veglia di Ljuba, Angelo Floramo;
- La libreria sulla collina, Alba Donati;
- Il gioco della notte, Camilla Lackberg;
- Storia dei librai e della libreria dall'antichità ai nostri giorni, Jean-Yves Mollier;
- Morte di un confidente, Massimo Carlotto;
- Il duello è contagioso, Andrea Camilleri;
- Le lacrime della giraffa, Alexander McCall Smith;
- Nove giorni e mezzo, Sandra Bonzi;
- I miei giorni alla libreria Morosaki, Satoshi Yagisawa;
- Forbici, Stéphane Michaka;
- La maestra dei colori, Aimée Bender;
- Sette anni in Carnia, Flavia Savorgnan;
- I briganti della Carnia, Francesco Boer;
- La libreria della Rue Charras, Kaouther Adimi;
- Otto perfetti omici, Peter Swanson;
- Il nodo Windsor, S.J. Bennett;
- L'isola dei libri perduti, Annalisa Strada;
- Manuale semiserio per scrittori (im)perfetti, Jessica Maccario e Cristina Tata;
- Tre volte all'alba, Alessandro Barrico;
- Krampus - diavoli custodi, Luisa Rainer Chrap;
- Le ragazze della libreia Bloomsbrury, Natalie Jenner;
- Vivere con i libri, Alberto Manguel;
- La seduta spiritica, Andrea Camilleri;
- Perché scrivere, Zadie Smith;
- Lettere da Babbo Natale, J.R.R. Tolkien;
- L'estate della neve, Marco Balzano;
- Romeo e Giulietta, Andrea Camilleri;
- Giallo Natale, AA.VV.
venerdì 6 gennaio 2023
2022: un anno di libri
mercoledì 4 gennaio 2023
Troppo e niente - Racconto in ebook
Ho deciso invece di pubblicarlo come un e-book Kindle Singles. Se sei interessato a leggerlo lo troverai su Amazon, gratuito se hai un abbonamento Kindle Unlimited, oppure a meno di un caffè! ☕ Qui il link.
domenica 4 dicembre 2022
Le ragazze della libreria Bloomsbury di Natalie Jenner
Siamo nella Londra del dopo guerra, nel 1949 per la precisione, e le tre donne lavorano nella libreria Bloomsbury i cui ruoli di comando sono in mano ai colleghi uomini, non sempre per merito. Nonostante le ingiustizie che subiscono non si lasciano demoralizzare dalla prepotenza e arroganza dei colleghi maschi e alla prima occasione dimostreranno di essere molto capaci nel loro lavoro.
🗺️ Ma poi, ne vogliamo parlare della mappa della libreria Bloomsbury?
Personalmente adoro le mappe nei libri!
Non sono l'unica, vero?
domenica 30 ottobre 2022
Tre gradini
Esito.
Quella casa mi fa lo stesso effetto di vent’anni fa. Non
so perché, ma mi ha sempre inquietata, sin da bambina. Un senso di pericolo mi
attanagliava alla sola vista, senza riuscire a spiegarne il motivo. Al rientro
da scuola, il passaggio era obbligato, ma non appena la intravvedevo, cambiavo
marciapiede, per starle il più lontano possibile.
Dopo decenni di abbandono, Giada ha avuto l’opportunità
di acquistarla per un importo irrisorio, facendo un vero affare. Qualche mese
di ristrutturazione e ora, anche se i lavori non sono del tutto completati,
l’immobile è abitabile e l’aspetto decadente è ormai un ricordo. Eppure, la sua
sola vista mi inquieta e il mio malessere davanti a questo edificio è più vivo
che mai.
Non ho mai detto a nessuno dell’agitazione che quella
casa mi provoca, nemmeno a Giada quando l’ha comprata. Ho solo provato a
dissuaderla un pochino, facendo leva sui numerosi lavori di ristrutturazione
che avrebbe dovuto affrontare. Ma davanti al suo entusiasmo e all’importo
irrisorio che le avevano chiesto, non avevo più avuto argomentazioni. C’era
solo la mia ingiustificata angoscia.
Davanti al suo invito, mi sono fatta coraggio. È da
troppo tempo che non ci vediamo e le ho promesso di andare a trovarla nella sua
nuova casa. Ora però, che sono qui in strada davanti ai tre gradini d’accesso
che mi dividono dal portone, mi manca il respiro e ho solo voglia di scappare a
gambe levate.
Gli scalini davanti al mio sguardo sembrano allungarsi e
farsi enormi, oltre il normale passo di una persona adulta, quasi fossi
d’improvviso piccola come un’abitante di Lilliput. Provo ad alzare il piede destro verso il
primo livello, ma ho i muscoli bloccati, come se i miei piedi fossero stati
cementati a terra.
Sono solo tre gradini.
Mi faccio forza e con grande fatica arrivo alla soglia
d’ingresso. Mi sembra di averci messo un’eternità per arrivare fino a lì.
L’inquietudine che mi pervade si fa sempre più forte. Il cuore mi martella in
petto, ho le mani sudate e il fiato corto. Allungo una mano tremante verso il
campanello.
Il sole pomeridiano ha lasciato il posto a nuvole cupe
cariche di pioggia, rendendo quel pomeriggio, fino a poco prima raggiante,
novembrino, anche se sono solo i primi giorni di settembre. Il vento si alza
forte, scapigliandomi e sollevando polvere e foglie secche. Ritraggo la mano e
mi stringo i lembi del golfino attorno ai fianchi, incrociando le braccia sul
petto, rabbrividendo.
Alle mie spalle un cigolio, come di una vecchia carriola
spinta a fatica da una persona anziana. Mi volto. Nessuno. La strada è deserta.
Qualcuno bussa al portone dall’interno. Mi rigiro verso
la casa.
È cambiata.
Appare come il vecchio edificio malandato che era prima
della ristrutturazione. Sento un urlo soffocato, come di una persona che prova
a gridare, mentre viene strangolata.
Giada, urlo. Ma anche la mia voce è strozzata.
Sento assalirmi un’angoscia opprimente.
Mi ritraggo e metto il piede in fallo. Ruzzolo giù dai
gradini.
Con occhi spalancati e fissi su quell’orrendo edificio mi
rialzo, incurante del dolore al ginocchio. Poi, di scatto, mi volto a destra e
comincio a correre veloce, più lontano possibile da quell’edificio maledetto.
Non penso più a nulla, solo a salvarmi da quella casa dannata.
E quando sono abbastanza lontana, mi fermo senza fiato.
Respirando a grandi boccate d’aria un pensiero corre alla mia mia amica, in
pericolo dentro casa sua.
Con mani tremanti frugo nella tasca per prendere il
cellulare; con grande fatica riesco a estrarlo, ma mi cade per terra. Mi abbasso per raccoglierlo, mentre passa una
macchina.
La riconosco: è quella di Giada. E infatti alla guida c’è
la mia amica sorridente.
Sorridente?
Sul volto della mia amica, mentre mi sorpassa lentamente,
c’è un ghigno terrificante.
sabato 17 settembre 2022
Libreria Pagina 27 - Portatemi qui e buttate la chiave!
Sapendo di andare in Emilia Romania in vacanza con le due Sbilf,
mi sono appuntata un po’ di cose da visitare e tra queste mi ero appuntata
anche una visitina alla libreria Pagina 27 a Cesenatico.
Lo ammetto: avevo visto un reel su Instagram che ne mostrava la
bellezza e ne ero rimasta talmente affascinata, che non avrei potuto
ritornarmene a casa senza averla visitata di persona. Ciò nonostante, non
ero preparata alla magnificenza del luogo!
Il porto di Cesenatico ha sempre un suo perché, disegnato da
Leonardo Da Vinci, ospita il museo galleggiante della marineria, con le antiche
barche dalle colorate “vele a terzo” decorate con simboli che identificavano le
famiglie di pescatori.
La passeggiata al centro è d’obbligo. Ma subito dietro il Porto
Canale, in una piazzetta, si trova una delle librerie più belle d’Italia.
L’entrata è piuttosto anonima, ma appena varcata la soglia si
viene accolti da un ambiente magico, pieno di libri e piante. Un divanetto
rosso sistemato accanto alla porta d’accesso è occupato da un gatto
sonnecchiante. Mi sono sempre chiesta cosa lega i gatti ai libri. Forse la
stessa cosa che attira i gatti dentro le scatole? Fatto sta che il binomio
gatto/libri sembra indissolubile.
Gli arredi antichi magistralmente posizionati straripano di libri invitanti. Più che una libreria, sembra la casa di un lettore accanito. Si capisce a prima vista che si tratta di una libreria indipendente: i titoli proposti centralmente non sono dei soliti romanzi. Insomma, una libreria tutta da scoprire!
Attendo che la libraia finisca di servire una coppia e poi chiedo il permesso di fotografare la libreria. Quella che per me è una domanda scontata, trovandomi a casa d’altri, viene accolta con felice meraviglia dalla libraria, una donna dal marcato accento francese, che mi ringrazia per avere avuto tanta educazione e felice che né io né le due Sbilf ci fossimo fermate all’ingresso a tormentare la gatta (anche se, lo ammetto, la tentazione è stata forte).
Dopo una piacevolissima chiacchierata, la signora ci invita
a scendere le scale per visitare la parte inferiore della libreria, area non
accessibile liberamente da tutti gli avventori della libreria. Toglie una
grossa corda posta di traverso sul primo gradino e ci accompagna nella discesa.
Dopo tre scalini, un pianerottolo che invita a voltarsi verso destra e… Wow!
Si viene catapultati in un luogo magico e fantastico!
Avevo visto alcune fotografie pubblicate sui social, ma la vista
di quegli archi di mattoni, dell’albero di ciliegio in fiore che ne accompagna
la rotondità di quello centrale, e l’arredo da salottino da tè che tanto
ricorda quello di Alice nel Paese delle Meraviglie e i libri, tanti
libri, sistemati ovunque, è una cosa da togliere il fiato.
Scese fino in fondo alla scalinata la grande Sbilf ha sussurrato:
“Mi sembra di violare questo luogo con la nostra presenza”. Ho annuito.
Abbiamo cominciato una lenta e ammirata visita, gli occhi si
posavano sui dorsi dei libri, sulle stampe letterarie appese ai muri,
soffermandosi sugli arredi: mobili antichi che raccontavano una storia di
accoglienza, di tanti libri letti e tante persone raccolte a sorseggiare tè e
disquisire di romanzi e pubblicazioni.
Due navate parallele, comunicanti da due archi e nicchie ovunque,
magistralmente arredate: divani e poltrone, tavolini pieni di libri, tappeti
che delimitano piccole aree, piante, stampe sui muri o arrotolate in cestini, e
ancora libri, su scaffali, su davanzali, all’interno di vecchie valige.
La visita si è conclusa con l’acquisto di molti libri (in tre
lettrici poteva essere diverso?) e un’ulteriore chiacchierata con la libraia
dall’accento francese.
Forse è questo il Paese delle Meraviglie?
Magari la prossima volta (perché ci sarà una prossima volta!), ci
capiterà di intravvedere anche un coniglio frettoloso.
mercoledì 13 luglio 2022
Il dannato di Paluzza
Un giorno il signor Brunetti, controllando le mappe, si accorse che la sua proprietà, in realtà, si stava ritirando e le misurazioni non quadravano. Insospettito, portò in giudizio Silverio.
Il giudice si recò sul posto e una volta giunto sul terreno che Silverio aveva rubato spostando i confini, e che a rigore non gli apparteneva, chiese al medesimo di giurare di trovarsi con i piedi sulla sua proprietà. Silverio, su suggerimento della moglie, in precedenza aveva messo dentro le proprie scarpe due manciate della terra del proprio orto, così giurò spavaldo: “Lo giuro sulla mia anima: sto calpestando la mia terra!”
Il giudice gli diede ragione.
Dopo poco tempo, Silverio morì. Suonarono le campane a morto e una signora chiese: “Chi è morto?"
Un paesano la informò sulla dipartita di Silverio.
La donna continuò: “Ma come, io l’ho visto poco fa che stava andando con il mazzapicchio dalle parti del Moscardo”.
L'uomo ribatté: “Non è possibile!”
E invece la donna aveva visto l'anima dannata di Silverio, perché la giustizia terrena gli aveva dato ragione, ma quella divina lo aveva condannato a pagare la propria scaltra avidità: alla sua morte il Signore lo aveva messo a zappare e sfracellare il monte Moscardo, monte che sta sopra Cleulis e che quando piove porta giù un mucchio di detriti e di rocce attraverso un torrente.
Da quella volta, quando vengono le piene, dal Monte Moscardo si staccano massi e quantità enormi di detriti e tutti in coro esclamano: “E’ Silverio che batte!"
martedì 3 maggio 2022
Lettera dopo lettera
Una raffica di tic-tic-tic riempie la stanza.
Le dita rabbiose premono veloci senza sosta i tasti della macchina da scrivere.
La carta frusciante scivola dentro e poi fuori, accompagnata a intervalli regolari dal din che invita a riportare il carrello al punto di partenza.
I fogli vengono tatuati con lettere e parole. Lettera dopo lettera si compongono frasi lunghe e frasi corte, arricchite ed enfatizzate da punti, virgole, doppi punti, punti esclamativi ed interrogativi, o puntini che danzano in gruppi di tre; come un insieme di tessere di mosaico man mano riempiono pagine su pagine. Fogli che una volta estratti vengono impilati silenziosi gli uni sugli altri.
Poi le lettere si incrociano e fermano con un rumore sordo e rollato il ritmo sfrenato delle parole.
Un’imprecazione, solo pensata.
E il silenzio viene nuovamente riempito dal ticchettio ritmato e veloce. Il foglio ricomincia a ruotare, danzante nella sua musicalità linguistica, per fermarsi all’arrivo dell’ultimo punto uguale a centinaia di migliaia già tatuati su pagine fitte di parole e segni, ma che tra tutti è il più importante.
Le dita si fermano, e con esse anche la macchina da scrivere, poi, incerte, voltano le pagine accumulate. Gli occhi scorrono le pagine parlanti, le labbra sussurrano parole, il corpo, che prima aveva vibrato emozionato e invitato le dita a esprimere la propria emozione, assimila le frasi e le giudica. E quelle parole non sembrano più le sue, ma corpi estranei, privi di enfasi e di quelle emozioni che poco prima aveva regalato al ticchettio della macchina da scrivere.
Con rassegnazione le mani, le cui dita sono ancora sensibili per il lungo ticchettare, accartocciano nervose i fogli indegni e li gettano frettolosamente nel cestino.
E la danza ritmata riprende.
domenica 10 aprile 2022
Quando un personaggio secondario diventa indimenticabile
Vive in un grande appartamento di Torino, ma soggiorna in un’unica stanza: la biblioteca. Lì ha portato il proprio letto e lì si intravvede il suo scrittoio stracolmo di libri. I libri sono ovunque: affastellati sulle sedie, sullo scrittoio e sui davanzali delle finestre; le librerie foderate di libri coprono ogni parete; e poi colonne di volumi impilati sul pavimento e alti più di un metro. Solo la sua poltrona di lettura è sgombra da libri.
Anche quando esercitava, il proprio studio, collocato all’interno dell’appartamento, sembrava più il magazzino di un commerciante di libri usati che non lo studio di un avvocato. Eppure, in quella babele di libri riesce sempre a trovare in brevissimo tempo il titolo che gli occorre e persino a individuare un volume che non gli appartiene.
L’avvocato
Ferro non calcola il tempo in ore, giorni settimane, bensì in libri letti. I
bei libri sono moltissimi e la vita umana non basta per leggerne che una
minuscola parte. Ecco perché, per risparmiare tempo e guadagnare pagine
preziose, aveva rinunciato a una brillante carriera forense. La vera ricchezza
per Ferro non è accumulare denaro, ma risparmiare tempo per far ciò che più si
ama e lui, sopra ogni cosa, ama la lettura. Non ha paura di invecchiare, ma di
non riuscire a leggere a sufficienza: vuole raggiungere cento anni di lettura
così che possano incidere sulla sua lapide “Avv. Edmondo Ferro – un secolo di
lettura”. E calcolando che ha iniziato a leggere a tre anni, deve raggiungere
la veneranda età di centotre anni.
Per l’avvocato, la sua capacità di individuare il libro giusto per la persona giusta, è la sua missione: formare nuovi lettori guidandoli in un percorso letterario personalizzato con lo scopo di renderli lettori consapevoli e capaci di scegliere tra la moltitudine di libri esistenti quelli dai quali trarre maggior gioia e giovamento.
E
ora ditemi, anche voi vorreste incontrare l’avvocato Ferro? O invece siete
stati così fortunati da aver già incontrato una persona simile che vi ha
guidato nella vostra formazione di lettore?
Raccontatemi, sono curiosa!
Per chi volesse, qui tutti i libri della Icardi.
domenica 27 marzo 2022
Come pubblicare gratuitamente su Amazon Kindle Direct Publishing (KDP)
Questo articolo nasce dalla richiesta di una lettrice di questo blog, che mi ha chiesto di illustrare, avendolo già fatto per due dei miei romanzi brevi, le modalità di pubblicazione sulla piattaforma KDP di Amazon.
Ci tengo a
sottolineare che non sono affatto un’esperta, e quanto vi apprestate a leggere
è frutto della mia personale esperienza.
La pagina di
accesso la trovate al seguente link: https://kdp.amazon.com/it_IT/,
dove dovrete registrarvi e fornire una serie di indicazione necessarie per
usufruire del servizio, comprese coordinate bancarie, che permetteranno ad
Amazon di accreditarvi le royalties.
Una volta completata la registrazione, cliccate sul link Libreria posto in alto e poi selezionate il tipo di libro che volete pubblicare:
Quindi inserite negli appositi campi la lingua, il titolo del libro, l’eventualmente sottotitolo, la serie o collana se presenti, il numero edizione se non si tratta della prima edizione e l’autore, la descrizione del libro nell’apposito campo di testo, specificate i diritti di pubblicazione dell’opera mettendo il segno di spunta sull’opzione possiedo i diritti di copyright e i diritti di pubblicazione necessari o questa è un’opera di dominio pubblico, infine inserite le parole chiave che descrivano il contenuto della pubblicazione nel campo le tue parole chiave.
La
scelta della categoria è facilitata da un apposito menù a tendina, che
permette la scelta fino a due categorie.
Infine,
specificate se il libro è rivolto o meno a un pubblico di soli adulti (per i
cartacei) o le fasce di età e livello scolastico (per l’e-book).
A questo punto
premete il pulsante salva e continua e si aprirà un nuovo modulo.
Se per l’e-book
il codice ISBN è facoltativo, per il libro cartaceo cartaceo è obbligatorio. Se
lo possedete, inseritelo, altrimenti KDP ve ne offre uno gratuito. In questo
caso però potrete fruirne solo sulla piattaforma KDP di Amazon, precludendovi
la pubblicazione del vostro libro su altre piattaforme:
Se i passaggi
finora sono stati semplici, immediati e intuitivi, un po’ più di problemi lo
potranno creare il caricamento del testo e della copertina. Soprattutto per
quest’ultima, essendoci margini grafici e risoluzioni non così semplici da
capire per i non addetti ai lavori. Bisogna pertanto armarsi di pazienza e
provare (altrimenti rivolgersi a un professionista).
Il lavoro è sempre
salvabile e può essere comodamente ripreso anche in seguito. Pertanto, ci si
può prendere tutto il tempo necessario per ottenere un buon risultato prima di
pubblicare il libro. Sarà comunque sempre possibile modificare i parametri
anche dopo la pubblicazione, ma personalmente consiglio di pubblicare solo
quando si è perfettamente convinti e soddisfatti del prodotto finale,
altrimenti si rischia di perdere lettori e credibilità.
A ogni modo una
volta caricati il testo e la copertina ci sono le anteprime per valutare il
lavoro fatto e correre ai ripari se non si è soddisfatti, riformattando il
testo, aggiustando i paragrafi, sistemando la grafica. Per il cartaceo poi, c’è
la possibilità di richiedere una prova di stampa. Il servizio è a
pagamento, ma il costo è esiguo e ritengo siano soldi ben spesi perché solo con
il volume in mano ci si rende conto dell’effettivo risultato delle nostre
scelte (banalmente la copertina lucida o opaca fanno una gran differenza nel libro
cartaceo). La copia così acquistata presenta una striscia sulla copertina che lo
rende inutilizzabile per altri usi. Esistono però le copie autore, a un
prezzo inferiore a quello di copertina.
Fatemi sapere
come vi siete trovati e quali sono state le difficoltà maggiori che avete
riscontrato.
lunedì 7 febbraio 2022
Quanto deve essere paziente lo scrittore
È una domanda che ultimamente mi sento porre spesso.
E la risposta è sì.
Anzi ne ho uno pronto e ne sto scrivendo un altro.
La verità è che il lettore ignora quanto tempo ci voglia, non tanto a scrivere un romanzo (anche se io sono particolarmente lenta a farlo), ma quanto tempo ci vuole perché venga pubblicato.
Se si decide di rivolgersi a un editore, bisogna selezionare il potenziale editore, studiandone il sito per verificare che il proprio romanzo rientri nella loro linea editoriale. Poi, una volta mandato il dattiloscritto, inizia una lunga estenuante attesa. Gli editori ci mettono dai quattro mesi in su per valutare il testo e all’autore non rimane che aspettare. Aspettare una risposta che nella maggior parte dei casi non arriva, perché l’editore si farà vivo solo se interessato alla pubblicazione del romanzo.
Quindi niente lettere di rifiuto. Solo una lunga vana attesa.
Ecco, io mi trovo in questa fase: nella lunga (vana?) attesa.
E anche davanti a una proposta editoriale l’attesa non è finita, perché una volta firmato il contratto si parla di altri mesi d’attesa. Nell’ultimo contratto che firmato il tempo previsto per la pubblicazione era di sei mesi, ma sembra che dopo la pandemia i tempi siano lievitati.
Se si decide per la pubblicazione in self i tempi sono un po’ più brevi, ma comunque mai immediati (se si vuole fare un buon lavoro). Indipendentemente dal fatto che si voglia fare tutto da soli o si voglia rivolgersi a professionisti, bisogna correggere il testo, editarlo, realizzare la copertina, decidere il formato del libro, impaginare il testo, e infine caricarlo sulle piattaforme. Tutti passi che richiedono tempo.























