lunedì 12 novembre 2018

Nuova collaborazione con la EtroMirroR Edizioni

Da un po' di tempo sulla copertina del mio libro L'uomo che misurava il tempo campeggia il logo della casa editrice EtroMirroR e a qualcuno potrebbe sorgere spontanea la domanda: «Ma non era un libro auto pubblicato?»
La risposta è sì, lo era e lo è tuttora.
La verità è che si tratta di un progetto completamente nuovo, che non è mai stato sperimentato prima.
La EtroMirroR Edizioni, infatti, ritiene che nel mondo del self ci siano autori e romanzi validi che meritano di essere supportati e di avere una maggiore visibilità presso i lettori. Con questo spirito il mio romanzo è stato (lo dico con un certo orgoglio!) scelto da questa innovativa casa editrice e io ho accettato di buon grado.
Rimango, con questo libro, un'autrice self, ma supportata da una casa editrice e dal suo staff: un ibrido tra editoria tradizionale e l'auto pubblicazione.
Sono entusiasta di provare questa nuova esperienza.
Lo sapete, a me piacciono le novità e cosa c'è di meglio di un progetto mai visto e provato prima?
Non sono ancora certa di come procederà il tutto, ma ho capito che il bello di questo progetto è che non necessariamente debba essere spiegato, ma l'importante è viverlo!
Chissà, magari un domani potò rendermi conto di essere stata parte attiva di una rivoluzione nel campo editoriale!

Per maggiori informazioni vi invito a leggere il sito web della EtroMirroR edizioni.

venerdì 9 novembre 2018

Blog tour “Come un dio immortale” - Intervista acrostica



Ben trovati a tutti!

Oggi ho l’immensa fortuna di avere come un ospite la scrittrice Maria Teresa Steri e il blog tour di presentazione del suo terzo romanzo Come un dio immortale.

Non conosco Maria Teresa di persona, ma ormai sono diversi anni che ci frequentiamo nell’etere ed è l’opposto di me: costante e instancabile, cura regolarmente il suo seguitissimo blog Anima di carta e scrive romanzi lunghi. Ma tranquilli: non dovete in alcun modo intimorirvi davanti al volume del libro, perché Maria Teresa scrive molto bene e i suoi romanzi scorrono che è un piacere e li divorerete in pochi giorni.

Ciò premesso, devo farvi una confessione: oggi sono un po’ emozionata. Mentre io sono già stata ospite nel suo blog e in altri, è la prima volta che ospito qualcuno nel mio. In questi anni ho ricevuto molto, sia in termini di visibilità, sia in consigli e suggerimenti da parte di colleghi scrittori, a cominciare proprio da Maria Teresa, sempre molto gentile e disponile. Sono felice di poter ricambiare e mi piacerebbe che questo post di oggi fosse solo il primo di una lunga serie.
Inoltre, siccome il blog tour del romanzo Come un dio immortale giunge qui dopo numerose altre tappe, dove il libro è stato presentato in molti suoi aspettati e dove molte domande sono state rivolte alla sua autrice, non volendo essere ripetitiva, banale o ridondante ho proposto a Maria Teresa una specie di giochino.
Ho preso il suo cognome è ne ho fatto un acrostico, da cui mi sono ispirata per porle poi alcune domande:
Scrittura
Testo
Esoterismo
Ricerca
Ispirazione

Ma ora bando alle ciance, ho preso sin troppo spazio alla mia ospite.

Scrittura – quando è nata la passione per la scrittura? Qual è il tuo rapporto con la scrittura?
In questo senso sono il solito cliché, visto che amo la scrittura fin da quando ero piccola. Ricordo di aver cominciato scribacchiando una specie di giornalino di casa, poi buttando giù storielle molto brevi. Man mano che crescevo e mi appassionavo alla lettura, è nata sempre più la voglia di creare delle storie più complesse.
Tuttavia, il mio rapporto con la scrittura è sempre stato altalenante, perché ai periodi di scrittura furiosa si alternavano anche fasi di stanchezza creativa e demoralizzazione. Sono ancora oggi alla ricerca di un equilibrio, provando a concentrarmi il più possibile sulla bellezza e la gioia di scrivere e cercando di essere più costante.

Testo – Come un Dio immortale ha 550 pagine, che però si leggono molto velocemente. Quanto tempo ci hai messo per scriverlo? E quando hai sentito che era pronto per la pubblicazione?
Questo romanzo ha avuto una lunghissima gestazione, circa quindici anni, durante i quali ho scritto altre storie. Ogni tanto lo riprendevo in mano e facevo importanti modifiche. Durante l’ultimo anno prima della pubblicazione, sono finalmente riuscita a inquadrare la trama. Da lì il processo della scrittura è stato più lineare. Quando ho scritto gli ultimi capitoli avevo già revisionato molte volte tutto il resto, quindi ero sicura di essere ormai al traguardo. Poco prima della pubblicazione, quando il romanzo era nelle mani dei beta reader, ho avuto la sensazione che fosse arrivato il momento del distacco, di lasciare andare la storia. In questi casi non credo ci siano segnali eclatanti, è un’impressione molto sottile, ma precisa.

Esoterismo – è elemento sostanziale nei tuoi romanzi. Qual è il tuo rapporto con il paranormale? Ci credi, ne sei influenzata o hai il giusto distacco?
La convinzione che esista altro oltre al mondo fisico condiziona inevitabilmente. Però dopo tanti anni in questo campo ho trovato un mio punto di equilibrio, quindi ne sono influenzata ma senza esserne ossessionata. Per scrivere storie condite con il paranormale secondo me serve
necessariamente un po’ di distacco, altrimenti si diventa morbosi e la storia ne risente.

Ricerca – per scrivere Come un Dio immortale quanta ricerca hai fatto e dove (internet, biblioteca, testi accumulati negli anni nella tua biblioteca personale)?
Devo confessare di fidarmi poco di internet per le mie ricerche. O meglio lo uso per piccoli dubbi, questioni spicciole. Ma se si tratta di documentazione vera e propria, di argomenti che costituiscono la base di un romanzo, mi affido ai libri della mia biblioteca personale. Ma anche qui cerco di scegliere con attenzione i testi, perché in campo esoterico si trova tantissima fuffa, tante chiacchiere di persone che non sanno neppure di cosa parlano.
Le ricerche, comunque, sono il pane quotidiano della mia scrittura, anche se poi mi piace elaborare parecchio, abbinandovi elementi di fantasia.

Ispirazione – dove hai preso l’ispirazione per Come un Dio immortale, come è nata la storia?
Lo spunto è nato da un sogno, tanti anni fa, come ho raccontato nel post sulla costruzione della trama ospitato da Serena Bianca De Matteis. Da allora non mi è più capitato di lasciarmi ispirare dai sogni, perlomeno non per un’intera storia, però spesso mi succede di svegliarmi con qualche idea o modifica da fare a ciò che sto scrivendo. Sono convinta che nei sogni la creatività si liberi in un modo meraviglioso.


La trama del romanzo
Aggredito in un parco cittadino, Flavio si risveglia nella baracca di una giovane senzatetto, Lyra. Dopo essersi presa cura di lui per tre giorni, la donna lo manda via in modo brusco.
Tornato a casa, per Flavio nulla è più come prima. Il rapporto con la fidanzata va a rotoli, mentre crescono la passione e l'ossessione per la misteriosa Lyra. Indagando, Flavio apprende che a sei anni è scomparsa da casa senza lasciare tracce. Il suo caso però non è l’unico in città. Negli ultimi vent’anni, altre sei persone sono sparite nel nulla, e tutte erano collegate a un noto scrittore
dell’occulto.
Convinto che Lyra sia scappata da una setta, Flavio è deciso a liberarla dal suo oscuro passato. Ma quando scopre che dietro la sua storia si cela una verità del tutto diversa, comincia a capire di essere anche lui una pedina di un gioco più grande, iniziato cinquant’anni prima. Un gioco che si fa sempre più pericoloso e che lo costringerà a mettere in dubbio tutto ciò che sa della sua vita e della realtà che lo circonda.


Disponibile su Amazon in versione cartacea o ebook: https://www.amazon.it/dp/B076VXT4J1/

GRATIS con Kindle Unlimited

I primi capitoli sono liberamente scaricabili da qui: http://bit.ly/2yEF0Z9



venerdì 14 settembre 2018

Di nuovo tra voi


C’è poco da dire: ho decisamente trascurato questo blog preferendo social come Facebook e Instagram più immediati, che ti permettono di condividere più  velocemente contenuti e notizie.

Ma, diciamocelo, forse non danno la stessa completezza e soddisfazione  rispetto al blog.

Ho passato questi mesi cercando di promuovere il mio ultimo romanzo, non nascondo con molta difficoltà. Ho i miei lettori sui quali posso contare, che aspettano con trepidazione di leggere altro, ma è molto difficile riuscire a trovarne di nuovi. Immagino in parte sia dovuto al fatto che il mercato è saturo di offerta e i lettori, si sa, sono sempre pochi; in buona parte, poi, sarà che proprio non so propormi.

Quest’estate sono stata ospite telefonica in una trasmissione radiofonica locale, dove si parla solo in friulano. Una bella puntata, dove si parlava degli orologi Solari, per cui il mio libro si inseriva benissimo. Anche se non molti di voi capiscono il friulano, mi dispiace non riuscire a inserire il podcast in questo post (se qualcuno sa come si fa, non esiti a farsi avanti! ☺).

Ho anche iniziato una collaborazione con Friuli Vimado, guida on-line del Friuli Venezia Giulia. I miei articoli li troverete a questo link. Altrimenti seguite la nuova pagina di questo blog “Collaborazioni”.

E voi, come avete passato l’estate? Avete riposato o, come me, è stata l’occasione per qualcosa di nuovo?

venerdì 27 aprile 2018

Dietro le quinte: la copertina

Ho sempre amato sperimentare e provare cose nove e così quando ho deciso di pubblicare L’uomo che misurava il tempo in self, ho provato a realizzare la copertina del mio libro da sola, per vedere come andava, non scartando a priori la possibilità di rivolgermi a un professionista.
In realtà sono stata fortunata, perché ho trovato l’immagine che da sola faceva la cover ed è stato tutto in discesa!
Per questo lavoro non ho trascurato nulla: oltre ad aver studiato le copertine di altri libri, salvandole in una specie di carnet d’ispirazione, ho letto e mi sono documentata in materia e infine, quando ho trovato l’immagine giusta, per evitare di usarne una già utilizzata, l’ho inserita nel motore di ricerca Tineye.com. Non è una garanzia che l’immagine non sia stata mai usata, ma almeno si ha la certezza che non sia abusata. Capita spesso, infatti (anche in libri pubblicati da editori, sigh!) che due o più libri abbiano la stessa immagine e come lettrice è una cosa che mi da un po’ fastidio.
Devo dire, che il risultato finale non è peggio di copertine realizzate da così detti professionisti. Mi è capitato di vedere davvero cover brutte realizzate da persone che si spacciavano per tali… ma come per ogni mestiere, ci sono quelli bravi e ci sono quelli che farebbero meglio a cambiare lavoro.
Ad ogni modo mi sono così divertita a realizzare la mia copertina, che sto provando a giocare un po’ con le card, sempre de L’uomo che misurava il tempo.





Preciso che nel pc tengo un file contenente un po’ di nomi di grafici il cui lavoro mi piace.
Ve l’ho detto: non scarto la possibilità di rivolgermi a qualcuno che davvero sa quello che fa, perché non è detto che con il prossimo libro riesca a realizzarmi la cover da sola.

mercoledì 11 aprile 2018

Scrittori: collaboratori o eterni nemici?

Leggendo le discussioni tra i vari gruppi letterari, in particolare su facebook (social a cui, da un po’ di tempo, partecipo piuttosto attivamente), sembra che noi scrittori siamo esseri arroganti, presuntuosi ed egocentrici, sempre pronti a farci le scarpe l’un l’altro. Insomma dei lupi famelici.
La mia esperienza personale, invece, è davvero l’opposto. Sarà che non sono nessuno e che vendo pochissime copie, per cui non faccio paura a nessuno, ma posso dirvi che in questi ultimi anni ho trovato molti colleghi disposti a collaborare e a darmi preziosi consigli e suggerimenti, sia per quanto riguarda la scrittura sia per la tanto faticosa promozione. Alcuni di loro si sono proposti di ospitarmi sul loro blog o sulla propria pagina autore.
Qualcuno potrebbe obiettare che così facendo attirano potenziali lettori, quelli che seguono me e non loro, ma credo sia proprio questo lo spirito di collaborazione che dovrebbe muovere noi scrittori. I lettori non sono solo miei o solo tuoi: un lettore è per tutti. Quindi io ospito a casa mia uno scrittore nuovo per i miei lettori e i seguaci di quello stesso scrittore conosceranno me, una scrittrice a loro ignota. Alla fine ci guadagnano tutti: il lettore in primis, che è sempre alla ricerca di penne e storie nuove, e tutti gli scrittori coinvolti.
Diversamente, credo che autori che parlano male di altri scrittori e che sono sempre pronti ad additare imperfezioni dei propri colleghi, oltre a dimostrare scarsa intelligenza, non fanno che allontanare non solo potenziali lettori, ma anche i propri. Nessuno ha voglia di addentrarsi in battaglie altrui e avvelenarsi il sangue per le invidie di altri, tanto meno il lettore che nei libri cerca belle storie, suggestive atmosfere e, soprattutto, evasione.

E voi come la pensate?
Come lettori, avete mai risentito di liti tra scrittori?
Come scrittori avete notato, subìto, fomentato questo clima battagliero e di invidia, o piuttosto, come me, siete stati fortunati e avviato collaborazioni proficue con altri colleghi?

sabato 7 aprile 2018

Card promozionali

Tempo fa in un post di Maria Teresa Steri avevo espresso le mie perplessità sulle card promozionali. Un pensiero del tutto personale, puramente calato sulla mia reazione davanti a queste immagini-cartolina. Salvo rare eccezioni, mi hanno sempre dato l’impressione di abusatissimi aforismi, tipo pensierini da cioccolatino, risaltati da un’immagine. Ma nel contempo sono una persona fondamentalmente curiosa, che ama sperimentare e provare cose nuove e così ieri, un po’ per disperazione e in cerca di idee nuove per sponsorizzare il mio nuovo romanzo, un po’ per noia in una giornata non così oberata di impegni e incombenze come di consueto (ma da quanto non mi succedeva di avere un’ora libera?), ho provato a realizzare una card. Ho selezionato una frase dal primo capitolo e poi ho cercato un’immagine coerente (gratuita, sfruttando l’opzione di Google: Strumenti > Diritto di utilizzo >  Contrassegnate per essere utilizzate); poi ho un po’ giocato con gli elementi di grafica. Nulla di impegnativo, solo aggiunto il testo, scegliendo il carattere che mi sembrava migliore, e incollato in un angolo la copertina del libro, tanto per togliermi ogni dubbio sull’effetto “pensierino da cioccolatino”.
Il risultato finale ce l’avete sotto gli occhi.
Devo dire che la reazione degli utenti facebook, dove ho postato la card, è stata positiva: le persone che non mi conoscono direttamente si sono dimostrate molto più interessate dalla card che non da tutti gli altri post di promozione che riportavano solo la copertina del libro.
A voi come sembra?
Qual è la vostra esperienza in merito? Anche voi usate card e simili?


domenica 25 marzo 2018

Vale davvero la pena di partecipare a concorsi letterari?

Tempo fa ho partecipato ad un concorso letterario, gratuito, che prevedeva, per i racconti vincitori, la pubblicazione in un’antologia, con evento di presentazione del volume in un luogo della mia regione. La casa editrice mi sembrava seria: tra i loro scrittori c’è una persona che stimo molto e che lotta contro l’editoria a pagamento. 
Alla scadenza del termine per l’invio dei racconti, l’editore informa che avrebbe prorogato il termine per dare maggiore possibilità ad altri autori interessati. Tra le righe ho letto: poca partecipazione, speriamo che partecipi ancora qualcuno.
Dopo pochi giorni dalla seconda scadenza, ricevo una mail fredda e anonima, che mi informava che il mio racconto è stato selezionato per far parte dell’antologia e, oltre ad avvisarmi che non avevano ancora deciso dove e quando si sarebbe tenuta la presentazione del volume, mi chiedevano quante copie volessi ordinare, dandomi solo due giorni per accettare e firmare la liberatoria.
Per carità, nessun obbligo di acquisto, però a questo punto mi si sono attivate le antenne.
Non ho risposto alla mail indecisa se chiedere ulteriori chiarimenti o... alla fine i due giorni sono passati in fretta.
Ricevo quindi un’altra mail, sempre fredda e anonima, che mi sollecitava la liberatoria, nonché il numero di copie che desideravo.
A questo punto ho accantonato definitivamente l’idea di rispondere.
In fondo avevo partecipato al concorso, non tanto per “fare curriculum”, ma per avere un po’ di visibilità al di fuori della mia area d’azione. Ma, vista la brama di vendermi copie, è ovvio che il libro non avrebbe avuto alcuna diffusione, se non tra gli autori partecipanti al concorso (e a questo punto mi chiedo anche se ci sia stata una selezione dei racconti). E allora perché regalare un mio racconto a un editore la cui unica finalità è lucrarci sopra senza nemmeno provare a fare il suo mestiere e senza darmi nulla in cambio?
Ovviamente poi ho fatto i compiti e ho scoperto che, uno, i libri nati da questo ciclo di concorsi sono in vendita solo sul sito dell’editore, ma non in altri store on line (dove ci sono però in bella mostra altri suoi volumi) e due, che si tratta di un editore a doppio binario (se avevo ancora dubbi).
Se devo regalare un racconto, lo regalo ai miei lettori!
Anzi, credo proprio che lo farò.
Vi terrò aggiornati.

lunedì 19 febbraio 2018

Questione di ego

Ego ego delle mie brame, chi è lo scrittore più egocentrico del reame?
Ho sempre amato scrivere e penso che continuerò a farlo, con o senza lettori al seguito. La notorietà, mi sono sempre detta, arriva da sola, senza cercarla. Basta scrivere una storia bella e appassionante e lasciare fare ai lettori e al passa parola. Io stessa sono una lettrice e so come funziona. Qualcuno parla bene di un libro, magari più di qualcuno, ne senti parlare un po’ ovunque, ti incuriosisci, lo cerchi e lo leggi. Non sempre sei d’accordo con il consiglio ricevuto, ma molte volte sì. Altri libri, invece li leggi perché ti chiamano in libreria. Sì, avete capito bene. Sono fermamente convinta che siano i libri a scegliere il lettore e non il contrario. Come mai, infatti, quando sei in una libreria prendi in mano solo alcuni volumi e non altri? Come mai quel libro attrae la tua curiosità e non altri? Non credo sia solo questione di copertina e titolo, perché tante volte sono tutti omologati e simili tra loro. Forse la quarta di copertina? Anche, ma non solo, perché mica leggiamo tutte le trame di tutti i libri prima di scegliere quale portare in cassa, giusto? Perché leggiamo la quarta di quel libro e non di quello che gli è subito a fianco?
Ma sto divagando… stavo parlando da scrittrice e non da lettrice…
A volte, devo ammettere, mi prende un moto di ribellione a questa lunga attesa. Sì, il mio ego bussa alla porta e mi dice: quelli che hanno letto qualcosa di tuo, poi continuano a leggerti, aspettano nuove uscite e ti fanno anche i complimenti a voce, per mail, via messaggio…, e allora perché non riesci ad avere più lettori di così? Ci sono nomi che hanno avuto successo che non scrivono certo meglio di te, a volte anzi hanno scritto storie banali, eppure hanno un seguito ben nutrito, perché tu no? Muoviti, datti da fare, fai circolare il tuo nome e i tuoi libri!
E in questi momenti mi prende una certa agitazione. Mi chiedo se davvero sto facendo il possibile per emergere, per farmi notare. Certo che no, è la risposta immediata. E allora mi metto in moto alla ricerca di un modo per farmi notare, per trovare nuovi lettori. Mi manca un piano marketing, di sicuro, ma come farlo? Studiare anche quello, togliere ancora tempo ed energia alla mia vera passione? Navigo su internet alla ricerca della formula magica, che ovviamente non esiste.
Osservo cosa fanno colleghi attorno a me e mi chiedo: davvero tallonare i propri lettori per ottenere recensioni o spammare il proprio libro a destra e a manca si ottiene più visibilità? A qualcuno questo comportamento forse ha portato a qualche risultato, ma ho come la sensazione che questa non sia la strada giusta, non per me almeno: forse ti fai notare, ma in modo negativo… ci vuole il giusto limite e quello che mi sentivo di fare l’ho fatto, anche se non ha portato a grandi risultati.

Preferisco rimanere nell’ombra e scrivere solo per qualcuno, piuttosto che sentirmi una disperata in cerca di conferme. Nonostante l’ego. Che poi si sa non ne ha mai abbastanza.