martedì 9 ottobre 2018
sabato 29 settembre 2018
venerdì 14 settembre 2018
Di nuovo tra voi
C’è poco da dire: ho decisamente
trascurato questo blog preferendo social come Facebook e Instagram più
immediati, che ti permettono di condividere più velocemente contenuti e notizie.
Ma, diciamocelo, forse non danno
la stessa completezza e soddisfazione
rispetto al blog.
Ho passato questi mesi cercando
di promuovere il mio ultimo romanzo, non nascondo con molta difficoltà. Ho i
miei lettori sui quali posso contare, che aspettano con trepidazione di leggere
altro, ma è molto difficile riuscire a trovarne di nuovi. Immagino in parte sia
dovuto al fatto che il mercato è saturo di offerta e i lettori, si sa, sono
sempre pochi; in buona parte, poi, sarà che proprio non so propormi.
Quest’estate sono stata ospite
telefonica in una trasmissione radiofonica locale, dove si parla solo in
friulano. Una bella puntata, dove si parlava degli orologi Solari, per cui il
mio libro si inseriva benissimo. Anche se non molti di voi capiscono il
friulano, mi dispiace non riuscire a inserire il podcast in questo post (se
qualcuno sa come si fa, non esiti a farsi avanti! ☺).
Ho anche iniziato una
collaborazione con Friuli Vimado, guida on-line del Friuli Venezia Giulia. I
miei articoli li troverete a questo link. Altrimenti seguite la nuova pagina di
questo blog “Collaborazioni”.
E voi, come avete passato l’estate?
Avete riposato o, come me, è stata l’occasione per qualcosa di nuovo?
venerdì 27 aprile 2018
Dietro le quinte: la copertina
Ho sempre amato sperimentare
e provare cose nove e così quando ho deciso di pubblicare L’uomo che misurava il tempo in self, ho provato a realizzare la
copertina del mio libro da sola, per vedere come andava, non scartando a priori
la possibilità di rivolgermi a un professionista.
In realtà sono stata
fortunata, perché ho trovato l’immagine che da sola faceva la cover ed è stato
tutto in discesa!
Per questo lavoro non ho
trascurato nulla: oltre ad aver studiato le copertine di altri libri,
salvandole in una specie di carnet d’ispirazione, ho letto e mi sono
documentata in materia e infine, quando ho trovato l’immagine giusta, per
evitare di usarne una già utilizzata, l’ho inserita nel motore di ricerca Tineye.com. Non è una garanzia che
l’immagine non sia stata mai usata, ma almeno si ha la certezza che non sia abusata.
Capita spesso, infatti (anche in libri pubblicati da editori, sigh!) che due o
più libri abbiano la stessa immagine e come lettrice è una cosa che mi da un
po’ fastidio.
Devo
dire, che il risultato finale non è peggio di copertine realizzate da così
detti professionisti. Mi è capitato di vedere davvero cover brutte realizzate
da persone che si spacciavano per tali… ma come per ogni mestiere, ci sono
quelli bravi e ci sono quelli che farebbero meglio a cambiare lavoro.
Ad
ogni modo mi sono così divertita a realizzare la mia copertina, che sto provando
a giocare un po’ con le card, sempre de L’uomo che misurava il tempo.
Preciso che nel pc tengo un file contenente un po’ di nomi di grafici il cui lavoro
mi piace.
Ve l’ho detto: non scarto la possibilità di rivolgermi a qualcuno che
davvero sa quello che fa, perché non è detto che con il prossimo libro riesca a
realizzarmi la cover da sola.
mercoledì 11 aprile 2018
Scrittori: collaboratori o eterni nemici?
Leggendo le discussioni tra i
vari gruppi letterari, in particolare su facebook (social a cui, da un po’ di
tempo, partecipo piuttosto attivamente), sembra che noi scrittori siamo esseri
arroganti, presuntuosi ed egocentrici, sempre pronti a farci le scarpe l’un
l’altro. Insomma dei lupi famelici.
La mia esperienza personale,
invece, è davvero l’opposto. Sarà che non sono nessuno e che vendo pochissime
copie, per cui non faccio paura a nessuno, ma posso dirvi che in questi ultimi
anni ho trovato molti colleghi disposti a collaborare e a darmi preziosi
consigli e suggerimenti, sia per quanto riguarda la scrittura sia per la tanto
faticosa promozione. Alcuni di loro si sono proposti di ospitarmi sul loro blog
o sulla propria pagina autore.
Qualcuno potrebbe obiettare che
così facendo attirano potenziali lettori, quelli che seguono me e non loro, ma
credo sia proprio questo lo spirito di collaborazione che dovrebbe muovere noi
scrittori. I lettori non sono solo miei o solo tuoi: un lettore è per tutti.
Quindi io ospito a casa mia uno scrittore nuovo per i miei lettori e i seguaci
di quello stesso scrittore conosceranno me, una scrittrice a loro ignota. Alla
fine ci guadagnano tutti: il lettore in primis, che è sempre alla ricerca di
penne e storie nuove, e tutti gli scrittori coinvolti.
Diversamente, credo che autori
che parlano male di altri scrittori e che sono sempre pronti ad additare
imperfezioni dei propri colleghi, oltre a dimostrare scarsa intelligenza, non
fanno che allontanare non solo potenziali lettori, ma anche i propri. Nessuno
ha voglia di addentrarsi in battaglie altrui e avvelenarsi il sangue per le
invidie di altri, tanto meno il lettore che nei libri cerca belle storie,
suggestive atmosfere e, soprattutto, evasione.
E voi come la pensate?
Come lettori, avete mai risentito di liti tra scrittori?
Come scrittori avete notato, subìto, fomentato questo clima battagliero e di invidia, o piuttosto, come me, siete stati fortunati e avviato collaborazioni proficue con altri colleghi?
E voi come la pensate?
Come lettori, avete mai risentito di liti tra scrittori?
Come scrittori avete notato, subìto, fomentato questo clima battagliero e di invidia, o piuttosto, come me, siete stati fortunati e avviato collaborazioni proficue con altri colleghi?
sabato 7 aprile 2018
Card promozionali
Tempo fa in un post di Maria Teresa Steri avevo espresso le mie perplessità sulle card promozionali. Un pensiero del
tutto personale, puramente calato sulla mia reazione davanti a queste
immagini-cartolina. Salvo rare eccezioni, mi hanno sempre dato l’impressione di
abusatissimi aforismi, tipo pensierini da cioccolatino, risaltati da un’immagine.
Ma nel contempo sono una persona fondamentalmente curiosa, che ama sperimentare
e provare cose nuove e così ieri, un
po’ per disperazione e in cerca di idee nuove per sponsorizzare
il mio nuovo romanzo, un po’ per noia in una giornata non così oberata di
impegni e incombenze come di consueto (ma da quanto non mi succedeva di avere
un’ora libera?), ho provato a realizzare una card. Ho selezionato una frase dal
primo capitolo e poi ho cercato un’immagine coerente (gratuita, sfruttando l’opzione
di Google: Strumenti > Diritto di
utilizzo > Contrassegnate per essere
utilizzate); poi ho un po’ giocato con gli elementi di grafica. Nulla di impegnativo,
solo aggiunto il testo, scegliendo il carattere che mi sembrava migliore, e
incollato in un angolo la copertina del libro, tanto per togliermi ogni dubbio
sull’effetto “pensierino da cioccolatino”.
Il risultato finale ce l’avete sotto gli occhi.
Devo dire che la reazione degli utenti facebook, dove ho postato
la card, è stata positiva: le persone che non mi conoscono direttamente si sono
dimostrate molto più interessate dalla card che non da tutti gli altri post di
promozione che riportavano solo la copertina del libro.
A voi come sembra?
Qual è la vostra esperienza in merito? Anche voi usate card
e simili?
domenica 25 marzo 2018
Vale davvero la pena di partecipare a concorsi letterari?
Tempo fa ho partecipato ad un concorso letterario, gratuito, che prevedeva, per i racconti vincitori, la pubblicazione in un’antologia, con evento di presentazione del volume in un luogo della mia regione. La casa editrice mi sembrava seria: tra i loro scrittori c’è una persona che stimo molto e che lotta contro l’editoria a pagamento.
Alla scadenza del termine per l’invio dei racconti, l’editore informa che avrebbe prorogato il termine per dare maggiore possibilità ad altri autori interessati. Tra le righe ho letto: poca partecipazione, speriamo che partecipi ancora qualcuno.
Dopo pochi giorni dalla seconda scadenza, ricevo una mail fredda e anonima, che mi informava che il mio racconto è stato selezionato per far parte dell’antologia e, oltre ad avvisarmi che non avevano ancora deciso dove e quando si sarebbe tenuta la presentazione del volume, mi chiedevano quante copie volessi ordinare, dandomi solo due giorni per accettare e firmare la liberatoria.
Per carità, nessun obbligo di acquisto, però a questo punto mi si sono attivate le antenne.
Non ho risposto alla mail indecisa se chiedere ulteriori chiarimenti o... alla fine i due giorni sono passati in fretta.
Ricevo quindi un’altra mail, sempre fredda e anonima, che mi sollecitava la liberatoria, nonché il numero di copie che desideravo.
A questo punto ho accantonato definitivamente l’idea di rispondere.
In fondo avevo partecipato al concorso, non tanto per “fare curriculum”, ma per avere un po’ di visibilità al di fuori della mia area d’azione. Ma, vista la brama di vendermi copie, è ovvio che il libro non avrebbe avuto alcuna diffusione, se non tra gli autori partecipanti al concorso (e a questo punto mi chiedo anche se ci sia stata una selezione dei racconti). E allora perché regalare un mio racconto a un editore la cui unica finalità è lucrarci sopra senza nemmeno provare a fare il suo mestiere e senza darmi nulla in cambio?
Ovviamente poi ho fatto i compiti e ho scoperto che, uno, i libri nati da questo ciclo di concorsi sono in vendita solo sul sito dell’editore, ma non in altri store on line (dove ci sono però in bella mostra altri suoi volumi) e due, che si tratta di un editore a doppio binario (se avevo ancora dubbi).
Se devo regalare un racconto, lo regalo ai miei lettori!
Anzi, credo proprio che lo farò.
Vi terrò aggiornati.
Vi terrò aggiornati.
lunedì 19 febbraio 2018
Questione di ego
Ego ego delle mie brame, chi è lo
scrittore più egocentrico del reame?
Ho sempre amato scrivere e penso
che continuerò a farlo, con o senza lettori al seguito. La notorietà, mi sono
sempre detta, arriva da sola, senza cercarla. Basta scrivere una storia bella e
appassionante e lasciare fare ai lettori e al passa parola. Io stessa sono una
lettrice e so come funziona. Qualcuno parla bene di un libro, magari più di
qualcuno, ne senti parlare un po’ ovunque, ti incuriosisci, lo cerchi e lo
leggi. Non sempre sei d’accordo con il consiglio ricevuto, ma molte volte sì.
Altri libri, invece li leggi perché ti chiamano in libreria. Sì, avete capito
bene. Sono fermamente convinta che siano i libri a scegliere il lettore e non
il contrario. Come mai, infatti, quando sei in una libreria prendi in mano solo
alcuni volumi e non altri? Come mai quel libro attrae la tua curiosità e non
altri? Non credo sia solo questione di copertina e titolo, perché tante volte
sono tutti omologati e simili tra loro. Forse la quarta di copertina? Anche, ma
non solo, perché mica leggiamo tutte le trame di tutti i libri prima di
scegliere quale portare in cassa, giusto? Perché leggiamo la quarta di quel
libro e non di quello che gli è subito a fianco?
Ma sto divagando… stavo parlando da
scrittrice e non da lettrice…
A volte, devo ammettere, mi
prende un moto di ribellione a questa lunga attesa. Sì, il mio ego bussa alla
porta e mi dice: quelli che hanno letto qualcosa di tuo, poi continuano a
leggerti, aspettano nuove uscite e ti fanno anche i complimenti a voce, per
mail, via messaggio…, e allora perché non riesci ad avere più lettori di così? Ci
sono nomi che hanno avuto successo che non scrivono certo meglio di te, a volte
anzi hanno scritto storie banali, eppure hanno un seguito ben nutrito, perché
tu no? Muoviti, datti da fare, fai circolare il tuo nome e i tuoi libri!
E in questi momenti mi prende una
certa agitazione. Mi chiedo se davvero sto facendo il possibile per emergere,
per farmi notare. Certo che no, è la risposta immediata. E allora mi metto in
moto alla ricerca di un modo per farmi notare, per trovare nuovi lettori. Mi
manca un piano marketing, di sicuro, ma come farlo? Studiare anche quello,
togliere ancora tempo ed energia alla mia vera passione? Navigo su internet
alla ricerca della formula magica, che ovviamente non esiste.
Osservo cosa fanno colleghi
attorno a me e mi chiedo: davvero tallonare i propri lettori per ottenere
recensioni o spammare il proprio libro a destra e a manca si ottiene più
visibilità? A qualcuno questo comportamento forse ha portato a qualche
risultato, ma ho come la sensazione che questa non sia la strada giusta, non
per me almeno: forse ti fai notare, ma in modo negativo… ci vuole il giusto
limite e quello che mi sentivo di fare l’ho fatto, anche se non ha portato a
grandi risultati.
domenica 28 gennaio 2018
Perché ho scelto il self
A
breve uscirà il mio terzo romanzo dal titolo L’uomo che misurava il tempo.
Per lui ho scelto la strada del selfpublishing, e vi garantisco che non è stata
una scelta facile, né come decisione da prendere, né come via di pubblicazione.
Per
molti infatti il self è una scorciatoia per quegli autori che non hanno trovato
un editore. Ovviamente non posso parlare per gli altri né per la massa in
generale. Nel mio caso non è stato questo a spingermi a pubblicare in self. Ho
già pubblicato con un editore e… sì, è stato proprio questo a spingermi al
self. Non ho molto da lamentarmi del mio precedente editore, i termini
contrattuali sono stati rispettati e ho avuto come interlocutore una brava
persona, aperta al dialogo e disponibile. Ma era un piccolo editore e con tutta
la buona volontà i suoi innumerevoli sforzi in termini di promozione, nel mio
caso, non hanno portato molto lontano. L’editore mi ha reso partecipe dei suoi
sforzi: ha partecipato a fiere, più o meno importanti, con i suoi costi (sia
monetari, sia in termini di energie); ha inviato newsletter alle librerie, senza
aver mai ricevuto un cenno di lettura; ha inviato copie omaggio alle
Amministrazioni comunali dove è ambientata la vicenda, senza ottenere nemmeno
in cambio un “grazie, lo metteremo nella biblioteca a disposizione degli
utenti”, figuriamoci ottenere la possibilità di presentare il libro; ha scritto
ai quotidiani locali chiedendo l’abbinamento del volume in occasione del 40°
anniversario del terremoto in Friuli, senza ricevere alcun cenno di risposta. Inoltre un piccolo editore ha grosse
difficoltà di distribuzione e il mio libro non era fisicamente presente nelle
librerie. Molte persone mi chiedevano dove potevano trovare il libro e storcevano il naso quando dicevo di prenderlo on line (sito dell’editore o
store), preferendo acquistarlo subito rivolgendosi a me.
Il
novantanove per cento delle vendite e tutte le (poche) presentazioni fatte le
ho ottenute con sforzo personale, promuovendomi da sola sui social e conoscendo
e contattando direttamente le persone. I libri sono arrivati in qualche
libreria perché sono andata con le mie copie e le ho lasciate lì in conto
vendita.
Tanto
sforzo per prendere davvero due spiccioli di diritto d’autore. La domanda è
sorta praticamente spontanea: perché devo sforzarmi tanto, perdere tempo ed
energie per far guadagnare qualcun altro? Perché non ottenere il massimo da
questo mio sforzo?
Ecco
la decisione.
E
vi garantisco non è una scelta facile. Ti assalgono mille dubbi, hai paura di
comprometterti, di sbagliare. Non sai bene come muoverti: formati, copertine,
revisioni, ecc.
Sono
mesi che studio e mi informo. Per fortuna ho conosciuto persone disponibili che mi hanno
dato ottimi consigli.
Per prima cosa ho provato sperimentando il self rieditando un testo già pubblicato e fuori catalogo (Il valore di un libro,ndr.), un testo già corretto e per il quale avevo già avuto dei feedbach positivi. Ho guadagnato più vendendo dieci copie di questa riedizione self (i miei lettori affezionati lo avevano già acquistato) che non con duecento con un editore.
Ma un romanzo nuovo nuovo è tutta un'altra cosa. Non hai certezze, né una base da cui prendere spunto.
Per
il nuovo romanzo ho pagato un editor professionista per avere un prodotto di
qualità.
Per
la copertina, invece, ho fatto da sola. Ho visto e studiato le cover di
professionisti che si fanno pagare profumatamente, realizzate con foto acquisite
gratuitamente on line e ritoccate si e no con un paio di filtri, corredate dal giusto font per titolo e nome dell’autore. Ho quindi scelto, in questo caso, la
via del risparmio, perché in fondo smanettando un po’ mi sembra di aver
raggiunto un risultato soddisfacente. Uso il condizionale, perché a me piace e
anche agli amici a cui l’ho mostrato, ma ovviamente saranno i lettori finali a
decidere (sperando di non farli scappare, ma di attirarli verso il libro).
Ho
fatto bene a scegliere il self? Lo saprò solo tra qualche mese, quando potrò vedere l’andamento delle vendite e avrò sentito le reazioni dei miei lettori.
Intanto incrocio le dita, perché davvero con questo
progetto mi sto mettendo in gioco. E parecchio.
mercoledì 3 gennaio 2018
2017: un anno di libri
Se non fosse per il tradizionale post riassuntivo delle mie letture annuali, cancellerei dalla memoria il 2017. Non voglio tediarvi con i miei problemi; non l'ho mai fatto e non inizierò ora, ma sono davvero felice sia finito. È stato davvero un anno difficile e ne hanno risentito anche le letture.
Ciò premesso ecco di seguito l'elenco delle mie (poche) letture 2017:
1) Le donne erediteranno la terra, Aldo Cazzullo;
2) I nonni dicevano, Enrico Bossignana;
3) Esercizi di stile, Raymond Queneau;
4) L'imbròi e la capelo, Omar Bitussi;
5) Il club Dumas, Arturo Péres-Reverte;
6) La notte che il Friuli andò giù, AA.VV.;
7) Antologia "Per le antiche vie", AA.VV;
8) Ci rivediamo lassù, Pierre Lemaitre;
9) Racconti umoristici, Edgar Allan Poe;
10) Il condominio degli amori segreti, Livia Ottomani;
11) Strano mestiere, Suria Poletti;
12) La vita per principianti, Slawomir Mrozek;
13) Scrivere zen - Manuale di scrittura creativa, Natalie Goldberg;
14) Hunger Games, Suzanne Collins;
15) L'amore è una sorpresa, Maria Cristina Sferra;
16) Il gioco delle Gioconde, Francesco Giuseppe Colombo;
17) Cos'è una ragazza, Alain De Botton;
18) Uno scomodo cappotto di legno, Simone Dellera;
19) Non ditelo allo scrittore, Alice Basso;
20) Caro scrittore in erba..., Gianluca Mercadante;
21) Immagina di essere in guerra, Janne Teller;
22) Il puzzle di Dio, Laura Costantini e Loredana Falcone;
23) La trilogia di Fàuz - La leggenda delle "mosche bianche" e alla ricerca di Fàuz, Eleonora Antonini;
24) L'ultimo giro di valzer, Morena Fanti e Marco Freccero;
25) Il segreto di Parigi, Karen Swan;
26) Avventure di piccole terre, Ambrogio Borsani;
27) La ghostwriter di Babbo Natale, Alice Basso;
28) Amori e pregiudizi nella libreria dei cuori solitari, Annie Darling;
29) Misfatto in biblioteca, Antonella Rogondino;
30) La collezionista di libri proibiti, Cinzia Giorgio.
Come potete vedere ho spaziato molto nei vari generi letterari, senza pormi limiti; ho cercato di prediligere scrittori italiani, lasciando spazio anche a esordienti, emergenti e self.
Ci sono state diverse delusioni, letture piacevoli, alcune conferme.
A voi cosa sembra il mio elenco? Avete condiviso alcune delle mie letture?
Sono curiosa di sapere cosa avete letto e quali generi avete scelto.
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