Sono una scrittrice esordiente. Sin da giovanissima mi sono cimentata a scrivere racconti. Qui ho trovato uno spazio dove esprimermi, dove postare i miei racconti in attesa del vostro giudizio, ma anche un luogo dove parlare di libri o semplicemente per raccontarvi della mia esperienza come scrittrice; a volte mi permetterò anche di divagare, per fermare un’idea o un momento. Ad ogni modo sarà un luogo dove imparare a scrivere e dove esercitarmi: un taglia e cuci di parole, proprio come un atelier!

domenica 1 febbraio 2015

Cosa spaventa la scrittrice

Alcuni mesi fa ho iniziato a scrivere un nuovo romanzo. Ci ho dedicato tempo: prima ho pensato alla storia e al suo sviluppo, mi sono immaginata i personaggi principali e le loro relazioni; poi ho fatto ricerche, leggendo alcuni manuali, per verificare se quello che mi accingevo a scrivere fosse coerente; infine ho iniziato a scrivere (la parte più divertente). Ho scritto diverse pagine.
Improvvisamente mio marito mi chiede di cosa stessi scrivendo.
Di solito sono piuttosto restia a parlare di quello che sto scrivendo finché non arrivo quasi alla conclusione: mi capita di cambiare la trama in corso d’opera, perché mi accorgo che le cose non combaciano o perché un personaggio cambia ruolo all’interno della storia o altro (non c’è limite a quello che può avvenire all’interno di un mio scritto finché non è concluso). Di solito, quando mi formulano questa domanda tendo a non rispondere o al massimo rimango molto sul vago. Fatto sta che a mio marito, il mio confidente per eccellenza, ho risposto dicendogli quali fossero le mie intenzioni.
La sua risposta è stata sconfortante quanto la domanda inattesa: «Che storia banale. Sempre la stessa cosa trita e ritrita.»
Ho provato a controbattere, balbettando che non è la storia che deve essere per forza originale è il modo in cui la si espone. Ma da allora non ho più scritto nemmeno una parola di quel romanzo. La mia paura più grande come scrittrice è quella di essere banale e di suscitare noia ed indifferenza nel lettore. Non ho saputo affrontare la sfida di completare il mio romanzo e di dimostrare che una storia banale può essere invece interessantissima perché scritta con toni nuovi e in modo inconsueto. Lo spauracchio della banalità ha avuto il sopravvento.

E a voi, cosa spaventa di più come scrittori?
E a voi lettori, invece, è capitato di leggere una trama già nota, ma scritta così bene da rapirvi e portarvi fino alla fine del romanzo?

5 commenti:

  1. Oh no! Davvero ti ha detto così? Che crudele! Hahaha :)
    Davvero non sono poi tante le trame possibili, a raccontare qualsiasi libro o film in poche parole ci si accorge che è sempre la stessa solfa. Anch'io, che vado tanto fiera del romanzo su cui sto lavorando, per descriverlo dovrei dire che parla di amicizia, amore e viaggi... sembra la trama di un Harmony! Solo andando in profondità le trame acquisiscono sfumature e diventano indimenticabili.
    Continua per la tua strada, non sarà banale, sarà solo tua! :)

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    1. Grazie per il sostegno. Di solito sono piuttosto testarda e non mi lascio scoraggiare così...

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  2. Sono d'accordo con Lisa e penso che la stessa cosa si possa dire del romanzo che sto scrivendo. La frase che lo riassume in una riga (esercizio consigliato per comprendere il "cuore" della propria opera) è: un ragazzo cresciuto in un contesto disagiato decide di riscattarsi e di scoprire la verità sulle proprie origini. Questo potrebbe far pensare al classico romanzo di formazione pallosissimo. In realtà è molto di più... sto facendo brain-storming quasi ogni giorno per trovare idee e spunti sempre nuovi!

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    1. Probabilmente non ero convinta neanch'io, infatti mi sono dubito buttata in un altro progetto! In bocca al lupo per il tuo romanzo!

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