Sono una scrittrice esordiente. Sin da giovanissima mi sono cimentata a scrivere racconti. Qui ho trovato uno spazio dove esprimermi, dove postare i miei racconti in attesa del vostro giudizio, ma anche un luogo dove parlare di libri o semplicemente per raccontarvi della mia esperienza come scrittrice; a volte mi permetterò anche di divagare, per fermare un’idea o un momento. Ad ogni modo sarà un luogo dove imparare a scrivere e dove esercitarmi: un taglia e cuci di parole, proprio come un atelier!

sabato 3 gennaio 2015

Come cercare una casa editrice


Ci sono colleghi scrittori che dichiarano di inviare mille manoscritti ad altrettante case editrici.

Ritengo che questo dispendio di energia possa essere usufruito a beneficio di una più obiettiva ricerca della casa editrice che pubblicherà il proprio manoscritto, permettendo anche un notevole risparmio economico.
Premesso che il numero mi sembra un po' esagerato, ma quanto costa anche solo l'invio di centinaia di manoscritti?! Tra carta e inchiostro per la stampa, la rilegatura, le buste e i francobolli volano migliaia di euro! E spesso senza nemmeno ottenere una risposta positiva!
Sicuramente è più produttivo svolgere una selezione preventiva.

La prima cosa da fare è guardare il sito della casa editrice. Si trovano molte informazioni utili, come per esempio il catalogo delle pubblicazioni: essenziale per capire il genere trattato. È inutile, infatti, inviare la propria opera se il genere trattato da quell'editore non ha proprio nulla a che vedere con quello che abbiamo scritto. Un editore di fantasy non pubblicherà mai una commedia romantica.
Di norma sulle pagine web ci sono anche le indicazioni su come inviare il manoscritto.
Alcune case editrici prevedono anche l'invio in formato elettronico, tramite e-mail o attraverso appositi moduli informatici. Un paio di click e tanti soldi risparmiati!
Altri editori, invece, comunicano chiaramente che non valuteranno nuove opere per un certo periodo di tempo, e che quelle che arriveranno in redazione verranno, senza eccezione alcuna cestinate. Qualcuno penserà: «E allora? Io ci provo comunque, non si sa mai!». Non si sa mai che un dipendente che avuto l'ordine tassativo di buttare tutti i manoscritti decida di leggersi comunque il tuo? O forse speri che il tuo dattiloscritto attragga magneticamente l'editore, magari perché hai usato un carattere molto accattivante? Vabbé che siamo scrittori e la fantasia non ci manca, ma a volte è meglio vivere con i piedi per terra.
A questo punto abbiamo già fatto una bella scrematura e risparmiato un sacco di soldi.
Ma si può andare oltre.
Personalmente preferisco non inviare niente alle grosse case editrici. È vero che se una di queste ti pubblicasse, faresti il botto! Ma è anche vero che le probabilità che questo accada sono molto inferiori rispetto ad un editore più piccolo. È capitato spesso che le piccole case editrici abbiano lanciato talenti. Ritengo che i colossi prediligano la ricerca di nuovi autori tra quelli che hanno già superato una prima selezione, così le cose illeggibili sono già scartate a priori!  
Un'altra valutazione che merita di essere presa in considerazione nella ricerca dell'editore è la sede di quet'ultimo. Nell'eventualità di una pubblicazione con un editore più vicino a casa propria renderà più facile i contatti e la promozione. Un piccolo editore promuoverà prima di tutto nella propria regione e in quelle limitrofe. Nel proprio territorio lo scrittore ha più possibilità di essere letto da conoscenti e compaesani. E poi, se troviamo un editore vicino, non dovremmo fare centinaia di chilometri per promuovere il libro in minuscole librerie di provincia, magari per non vendere nemmeno una copia!

Che ne dite, sono metodi di selezione validi?
Sono curiosa di conoscere come vi muovete voi alla ricerca di un editore.

Per approfondire:
- Come scegliere l'editore giusto di Lucia Donati;
- Cercare un editore: la tecnica 
il 01.02.2015

5 commenti:

  1. Ciao! Sì, certamente bisogna fare una selezione preventiva, altrimenti si rischia di sprecare un sacco di tempo. Tempo fa anche io scrissi un articolo su come "selezionare" un editore. A presto!

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  2. Mi era sfuggito il tuo articolo, ma l'ho trovato e letto. E poi mi sono permessa di aggiornare il post con il link.

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  3. Ciao, Kinsy: molto gentile!!! Ho notato il tuo commento sotto l'articolo e ci tengo a precisare, come si evince anche dall'articolo stesso, che io non ho nulla contro l'editoria a pagamento. :) Ovviamente tutto dipende dalla serietà del singolo caso. Grazie per il tuo commento e per il link :)

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    1. Io l'ho provata a mie spese l'editoria a pagamento. Ti fanno credere che è del tutto normale acquistare un bel numero di copie (ovviamente con lo sconto a te dedicato). Il mio caso non è stato neanche del tutto negativo, ho venduto tutto e sono rientrata nell'investimento, ma la casa editrice di fatto si è comportata da tipografia, senza neanche lasciarmi scegliere la copertina e per di più ora hanno i diritti sulla mia opera per vent'anni...

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