Sono una scrittrice esordiente. Sin da giovanissima mi sono cimentata a scrivere racconti. Qui ho trovato uno spazio dove esprimermi, dove postare i miei racconti in attesa del vostro giudizio, ma anche un luogo dove parlare di libri o semplicemente per raccontarvi della mia esperienza come scrittrice; a volte mi permetterò anche di divagare, per fermare un’idea o un momento. Ad ogni modo sarà un luogo dove imparare a scrivere e dove esercitarmi: un taglia e cuci di parole, proprio come un atelier!

mercoledì 3 settembre 2014

FIABA - Alpina fata della montagna

Una fresca mattina di primavera, da una goccia di rugiada posata sul più bel fiore di alta montagna, la Stella Alpina, nacque una bellissima fatina dalla pelle bianca come la neve e dai lunghi capelli color argento. Le fu dato il nome di Alpina e fu subito affidata alle cure della fata Tatù. Fata Tatù aveva il compito di insegnarle a volare e a usare la sua magia, ma ebbe un gran daffare con la piccolina. Alpina non riusciva a stare ferma ad ascoltare cosa le spiegava fata Tatù e spesso scappava di nascosto per andare a giocare con i suoi amici insetti e volare tra i verdi prati montani assieme a api e farfalle.
Un pomeriggio si allontanò senza avvertire e andò a cercar qualche piccola amica con cui giocare, ma non trovò nessuno.
Provò a chiamare: «C’è qualcuno?»
Ma non ottenne risposta.
«Strano. Chissà come mai non c’è nessuno in giro.» Pensò.
Intenta com’era nella ricerca di compagnia, non si accorse dei grossi nuvoloni neri che si stavano avvicinando e in pochissimo tempo fu circondata da una fitta foschia, che non le permetteva di vedere più niente. Iniziò a piovere forte e il cielo cominciò a rombare di tuoni e a schiarirsi del giallo degli infuocati fulmini.
La piccola Alpina, fradicia di pioggia, trovò riparo accanto a un sasso cavo.
Quanta paura aveva!
Stava per mettersi a piangere disperata, quando sentì poco più lontano un pianto ancora più disperato.
«Dove sei?» Urlò per sovrastare il rumore del temporale.
«Sono qui!» Le rispose una giovane voce tremante.
La fatina seguì, senza vedere dove stesse andando, il pianto del piccolo disperso, fino a quando si trovò davanti a un vitellino tutto tremante per la paura.
«Mi sono perso. Non so dov’è la mia mamma. Ho tanta paura.»
«Non ti preoccupare, sono io qui con te.» E così dicendo, Alpina, che vicino al vitellino era davvero minuscola, posò la sua manina sul muso dell’animale e lo tranquillizzò. La sua calda magia lo avvolse.
Per fortuna il temporale non durò molto e, come erano venuti, i grossi nuvoloni si dispersero in fretta, lasciando il verde prato e le imponenti montagne con dei colori più vivaci del solito.
I due dispersi si sentirono chiamare in lontananza. Erano la fata Tatù, che cercava Alpina, e una mucca, in cerca del suo vitellino.
«Grazie fata Alpina per aver aiutato il mio piccolo Argo.» Disse la mucca. «Ti sono davvero grata.»
«E io sono davvero orgogliosa di te.» Aggiunse fata Tatù. «Tu sarai la fata della montagna!» Sentenziò infine.
Alpina ringraziò fata Tatù per la nuova designazione e subito volò via in cerca delle sue amiche.
«Povera me! Chissà se ho preso la decisione giusta…» Sussurrò tra sé e sé fata Tatù, mentre guardava sorridendo la briosa fatina svolazzare tra i fiori in compagnia di farfalle e api.

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