Sono una scrittrice esordiente. Sin da giovanissima mi sono cimentata a scrivere racconti. Qui ho trovato uno spazio dove esprimermi, dove postare i miei racconti in attesa del vostro giudizio, ma anche un luogo dove parlare di libri o semplicemente per raccontarvi della mia esperienza come scrittrice; a volte mi permetterò anche di divagare, per fermare un’idea o un momento. Ad ogni modo sarà un luogo dove imparare a scrivere e dove esercitarmi: un taglia e cuci di parole, proprio come un atelier!

lunedì 18 febbraio 2013

Un futuro da scrittrice

Ancora un post su suggerimento di Daniele Imperi; questa volta da "Tu e la scrittura".

Il mio futuro da scrittrice
L’ho già detto in un post precedente: mi sono sempre vista con la penna in mano a scrivere. E anche il mio futuro sarà così, con la penna in mano o con la tastiera sotto le dita. Ma scriverò sempre perché è una necessità. Se mi sforzo un po’ mi vedo anche come scrittrice professionista, nel senso che prima o poi riuscirò a pubblicare seriamente. Ho già pubblicato una volta con una casa editrice che chiedeva il contributo (anche se allora credevo che l’acquisto di un certo numero di copie non lo fosse); tutto sommato è stata un’esperienza non proprio negativa e un giorno ve ne parlerò più dettagliatamente. Ma nel mio futuro voglio trovare una casa editrice che voglia veramente pubblicare quello che scrivo, che abbia il coraggio di investire su di me. E voglio pubblicare racconti su riviste e raccolte. Nel mio futuro il mio nome circolerà e verrà associato alla definizione di scrittrice. Per raggiungere questi obiettivi sto lavorando: leggo molto, scrivo quando posso (sì, lo so dovrei scrivere ogni giorno, ma qui dovrei aprire un lungo paragrafo) e faccio ricerche per il romanzo della mia vita. Sì, perché in testa ho diverse storie che girano, ma un progetto fisso da moltissimi anni. Questo romanzo l’ho iniziato a scrivere più volte e solo ora, forse, sembra prendere forma per essere davvero una cosa interessante.

Se io fossi il mio lettore
Come lettrice sono molto difficile. Difficile nel senso che dei molti libri che ho letto la percentuale di quelli che mi sono piaciuti è piuttosto bassa: o per il modo di scrivere o per la storia o altro, difficilmente mi soddisfano completamente. Inoltre, non saprei proprio dire che lettrice sono. Spazio da un genere all’altro, senza una regola, casualmente a seconda dell’umore. E credo che quest’ultimo incida anche sull’apprezzamento finale del libro o del racconto che ho appena letto. Non leggo gialli, ne ho letto pochissimi; non mi piacevano, forse perché li ritenevo banali (ndr. “tutti scrivono gialli”); ora invece sta nascendo in me il desiderio di colmare questa mia lacuna, perché ora sento di non essere completa.
Quando scrivo penso sempre al lettore: cosa penserà, qui lo voglio sorprendere, chissà se capisce quello che voglio dire, ecc. Ma sinceramente se dovessi dare un giudizio obiettivo dei miei scritti non saprei farlo: troppo presa dalle emozioni che mi suscita lo scrivere!

Risultati
I risultati fin’ora non sono stati molti. Rimando a quello che ho scritto sul post “Il silenzio mi uccide”.
Sicuramente continuerò a pubblicare racconti sul blog, facile ed immediato (e poi ha davvero bisogno di essere aggiornato una volta ogni tanto), ma in questi ultimi giorni pensavo che per trovare una platea di lettori più ampia forse mi converrebbe inviare i miei racconti a editori che pubblicano racconti su riviste o raccolte, come ad esempio “Toilet” o "Writers Magazine Italia”; in questo modo, forse, riuscirei anche ad ottenere un giudizio professionale sui miei scritti. Riprenderò anche in considerazione la partecipazione a concorsi on-line e non, anche se la ricerca di quelli seri porta via tempo ed energie.

Inventa te stessa
A volte mi sono chiesta come certi pseudo scrittori abbiano fatto a diventare famosi. Mi è capitato di leggere roba che decisamente è peggio di quello che scrivo io, ma che ha trovato un editore e, peggio ancora, un certo pubblico. Mi chiedo se anche lo scrittore non debba fare un lavoro di marketing e farsi conoscere prima come personaggio e poi come scrittore (se ci tiene ad essere apprezzato per la qualità di quello che scrive e non solo per diventare famoso, che altrimenti gli basta diventare comparsa alla televisione)…
Lascio i puntini di sospensione perché per il momento è solo un pensiero veloce che mi è passato per la mente, ma vorrei sapere cosa ne pensate voi e aprire un dialogo.

1 commento:

  1. Grazie del contributo :)
    Lo scrittore deve fare sì un lavoro di marketing, nel senso che deve aprire un blog e pubblicare i suoi racconti e anche post su scrittura/letteratura e affini.

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