Sono una scrittrice esordiente. Sin da giovanissima mi sono cimentata a scrivere racconti. Qui ho trovato uno spazio dove esprimermi, dove postare i miei racconti in attesa del vostro giudizio, ma anche un luogo dove parlare di libri o semplicemente per raccontarvi della mia esperienza come scrittrice; a volte mi permetterò anche di divagare, per fermare un’idea o un momento. Ad ogni modo sarà un luogo dove imparare a scrivere e dove esercitarmi: un taglia e cuci di parole, proprio come un atelier!

mercoledì 26 dicembre 2012

Giù dal ponte

I due uomini, dandosi di gomito, si girarono a guardare la ragazza che con difficoltà scendeva lungo il dirupo, annaspando sui tacchi. La giovane, terminata la discesa e ripresa stabilità sulle gambe, impassibile si avvicinò ai due e chiese: «Scusate, sapete dirmi dove posso trovare Luigi?»
«Rita!» Urlò un giovane con il giubbotto rifrangente color arancio. «Sono qui!»
Con un sorriso Rita si allontanò dai due uomini, che non avevano fatto in tempo a rispondere. Sinuosa si avvicinò spensierata a Luigi.
«È terribile come mi avevi detto?»
«Peggio...» Il ragazzo sembrava sconvolto. Si coprì il volto con entrambe le mani, in un gesto disperato.
«Mmm... Non sembra chissà ché! Lo sai che ho bisogno di una vera notizia, altrimenti non riuscirò mai a farmi assumere dal giornale!»
«Vieni con me e vedrai.» La ragazza esitò un attimo. Guardava il ponte sopra di sé. Il suo sguardo indagatore si soffermò sul guard-raill intatto.
«Mi hai parlato di un incidente... ma a parte tutti questi mezzi di soccorso non ce n’è traccia!» Rita stese il braccio e lo fece roteare in direzione dei lampeggianti che rischiaravano la notte.
«È meglio che tu veda con i tuoi occhi... È caduto dal ponte... più o meno.»
Rita estrasse dal giubbotto attillato un piccolo block-notes e una matita, posò gli occhi sul suo amico e solo allora si rese conto di quanto fosse pallido. Se non fosse stato per tutto quel trambusto, probabilmente avrebbe pensato ad una burla. In quel momento passò accanto a loro una barella trasportata da due infermieri del 118. Rita cercò di avvicinarsi, ma prontamente un agente la bloccò, mettendosi davanti come un paravento. Poté vedere solo un corpo esanime, coperto completamente da un lenzuolo bianco.
«Ma è...?» Non completò la domanda; Luigi annuì lievemente, il volto tirato.
«Allora, spiegami la dinamica dell’incidente.»
Luigi la prese per un braccio e la tirò verso il ponte. La giovane lo seguì con cautela. Non aveva l’abbigliamento più adatto per quel luogo. D’ora in avanti avrebbe tenuto un paio di scarpe più comode in macchina: le notizie arrivano quando meno te le aspetti, anche alla Vigilia di Natale.
«Il mezzo è volato giù dal ponte.» Disse Luigi e poi, con un filo di voce, aggiunse: «Letteralmente!»
«C’è un altro mezzo coinvolto?» Chiese con tono professionale la giovane giornalista.
«No.»
«Testimoni?»
«Nemmeno.»
«Ipotesi?»
«Forse un malore...»
«Bha! Mi ripeterò, ma non vedo questa gran notizia!» Puntualizzò Rita in tono accusatorio. L’amico non rispose e si fermò. Rita, instabile sui tacchi, fu felice di quella sosta: ora poteva soffermarsi a guardare i dettagli.
Alzò lo sguardo da terra e poté finalmente vedere il mezzo schiantato. Davanti a lei c’erano tavole di legno color verde ammassate in un grumo. Era una carrozza di legno. E davanti alla carrozza sfracellata c’erano i cavalli morti. No, non erano cavalli, notò Rita: «Ma quella...» stridette, «non può essere...»
«... la slitta di Babbo Natale!» Concluse la frase Luigi.

5 commenti:

  1. Beh, neanche il tuo è il classico racconto di Natale ;)
    Non ho capito la funzione della ruota, però...

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    1. In effetti hai ragione: la ruota non c'entra, mi sono lasciata prendere la mano dall'idea di carrozza...

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  2. I racconti natalizi ultimamente sono ben poco natalizi e il povero Babbo Natale non ne esce sempre bene!

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    1. Già, sarà la crisi! Il mio, poi, non ne esce affatto! ;-)

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  3. Basta coi racconti politicamente corretti :D

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