Sono una scrittrice esordiente. Sin da giovanissima mi sono cimentata a scrivere racconti. Qui ho trovato uno spazio dove esprimermi, dove postare i miei racconti in attesa del vostro giudizio, ma anche un luogo dove parlare di libri o semplicemente per raccontarvi della mia esperienza come scrittrice; a volte mi permetterò anche di divagare, per fermare un’idea o un momento. Ad ogni modo sarà un luogo dove imparare a scrivere e dove esercitarmi: un taglia e cuci di parole, proprio come un atelier!

mercoledì 4 maggio 2016

Nuovo o usato?

Il primo pensiero per rispondere a questo domanda: non fa alcuna differenza, l’importante è che siano libri.
Riflettendoci bene e osservando la mia libreria, però, mi rendo conto che prediligo di gran lunga i libri nuovi. Ne ho davvero pochissimi di seconda mano.
Non lo so se a spingermi verso il libro nuovo sia, a livello di subconscio, una questione igienica o solo perché mi difficilmente capita di accedere a bancarelle dell’usato. Non sono una di quelle lettrici che vanno a caccia di bancarelle dell’usato per trovare a basso costo titoli a lungo cercati e chicche letterarie. Non poterei nemmeno addurre la scusante che nel mio territorio ce ne siano poche di queste bancarelle, perché mi è capitato di vedere su Amazon un titolo interessante e acquistare quello nuovo, pur potendo risparmiare diversi euro con quello usato.
Nemmeno la scusa igienica mi sembra molto convincente. Primo perché mi è capitato spesso di prendere in prestito libri dalla biblioteca e vi garantisco che non mi sono mai disinfettata; al massimo mi è preso il desiderio di possedere quel libro, acquistandolo per poi riporlo illibato nella mia libreria personale. Secondo, perché l’igiene non è garantita nemmeno davanti a un libro nuovo: dove sono stati tenuti i libri prima di arrivare in libreria? In qualche magazzino lercio, con lo scatolone aperto? Chi ha maneggiato e sfogliato il tomo che poi ho acquistato? Insomma, il libro nuovo non è garanzia di assenza di germi; per esserlo dovrebbero essere incellofanati.
L’unica scusante che potrebbe convincermi è il desiderio totale di possesso. Indizi sono:
il desiderio di possedere un libro anche dopo averlo letto da un prestito (biblioteca o amico che sia);
ritrosia a prestare libri.
Voglio che il libro sia solo mio e sono gelosa (sempre colpa del subconscio) dei precedenti possessori.
Ora giro la domanda a voi: nuovo o usato?

5 commenti:

  1. Fino a pochi anni fa quasi esclusivamente nuovo. L'usato era riservato ai casi eccezionali di libri non reperibili in altro modo. Negli ultimi tempi tuttavia, a causa del mio impegno nell'autobiobibliografia, la situazione si è rovesciata e adesso privilegio la ricerca di frammenti del mio passato nelle fiere dell'usato.

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  2. Cosa intendi per autobiobibliografia?

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  3. Per una risposta a questa domanda ti rimando direttamente al mio post introduttivo all'argomento:
    http://ivanolandi.blogspot.it/2014/03/i-libri-nella-mia-vita-progetto-di.html

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  4. amo i libri usati
    mi ci sono approcciata tardi, un paio di anni fa, ed ora non ne posso fare a meno!
    sono una di quelle che insegue i mercatini alla ricerca delle chicche migliori, e mi aggiro curiosissima tra gli scaffali del Libraccio, che ha sempre una sezione interessante e molto fornita di usato
    ...e poi si comprano più libri con la stessa somma con la quale si prendono meno nuovi

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    1. Però dev'essere bellissimo andare a caccia di bancarelle dell'usato! Ma con due bambine piccole non è molto pratico...

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